Questa sera a Gioia Tauro verrà scoperta l’edicola votiva a Santa Maria di Romanò. Inquietonotizie ha chiesto a Walter Bonanno, uno dei promotori dell’iniziativa, come è nata l’idea dell’edicola votiva
Alla, almeno per ora, esigua storia della perduta Icona, e chiesa che la custodiva, di Santa Maria di Romanò a Gioia Tauro, la cronaca degli ultimi mesi ha aggiunto un nuovo piccolo capitolo.
A seguito dell’atto vandalico a Parco delle Rimembranze nell’agosto scorso, tra le tante esternazioni di sdegno, scrissi una nota soffermandomi sulla memoria del culto a Santa Maria di Romanò e citando un quadro perduto raffigurante la Madonna di Romania, che si conservava nella vecchia chiesa parrocchiale di Gioia, che desunsi da un inventario del 1892.
Questa informazione spinse il prof. Rocco Ruggero a scrivere e pubblicare una sua lettera nella quale rivelava l’esistenza e la collocazione della tela raffigurante la Madonna di Romania, e da lì un crescendo di attenzioni ad essa dedicate, come quella del foto amatore Antonio Riefolo che ha documentato fotograficamente la “tela ritrovata”. La notizia, oltre all’attenzione di Inquieto Notizie, ha entusiasmato il giornalista Domenico Latino alla quale ha dedicato numerosi pezzi su Gazzetta del Sud contribuendo a mantenere l’attenzione sull’argomento.
L’antico culto mariano, i termini Romania e Romanò, che, seppur necessitano di uno specifico ed approfondito studio, che rimandano alla Grecità Bizantina, hanno suscitato l’attenzione della Comunità Ellenica dello Stretto ed in particolare dell’iconografo Paolo Lanza il quale, dopo un attento studio, ha voluto proporre una Icona raffigurante Santa Maria di Romanò, della quale al momento non risultano note sue raffigurazioni, ispirandosi alla, invece nota, iconografia della Madonna di Romania.
Seguì il convegno con la mostra delle icone di Paolo Lanza e l’Icona della Madonna di Romanò attirò l’attenzione di molti giovani Gioiesi che organizzatosi si offrirono di comprarla collettivamente per farne dono alla comunità gioiese.
Non trovando accoglimento l’idea iniziale di offrirla a quella che fu la “Parrocchia di Gioia” per collocarla alla venerazione presso una delle chiese del centro, fu così che prese piede l’idea di realizzare una edicola votiva presso un luogo pubblico e donare l’icona al Comune di modo che tutti i gioiesi, a prescindere dalla propria fede, ne fossero partecipi.
Per amplificare la coralità dell’iniziativa e rendere concretamente partecipi più gioiesi possibili, invece che dividere l’esigua spesa tra i pochi amici che ebbero l’idea, sono state predisposte centoventi quote da venti euro per allargare a tutti quelli che man mano si facevano avanti per aderire.
L’iniziativa è stata condivisa da molti, non solo credenti e non solo cattolici, trovando accoglimento in particolare, oltre che presso la Comunità Ellenica, tra la comunità ortodossa che ha già annunciato che si recherà a venerare l’icona.
Come venne condivisa la spesa così furono condivise di volta in volte le scelte sul progetto, tanto per la collocazione quanto per gli aspetti tecnici e decorativi, così che ideatore e progettista può dirsi l’intero gruppo promotore. Tutto ciò perseguendo lo spirito corale ed unitario dell’iniziativa che, trovato accoglimento nell’Amministrazione Comunale, attorno all’Icona di Santa Maria di Romanò ha visto riunirsi individualità con proprie motivazioni personali ma tutti ritrovati nel Comune Patrimonio Identitario Gioiese.
Gioia Tauro, 3 Luglio 2016
Walter Bonanno
