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Sissy Trovato, il Sindacato di Polizia Penitenziaria scrive a Mattarella

Sissy Trovato Mazza

“Le parole del padre di Sissy dovrebbero pesare come macigni sulla coscienza di tutti, a cominciare da chi ha la responsabilità dell’amministrazione penitenziaria”.

Sono parole di Aldo Di Giacomo, segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria, che dopo aver appreso che a Sissy Trovato Mazza, l’agente di polizia penitenziaria trovata ferita da un colpo alla nuca il primo Settembre del 2016, mentre era in servizio in ospedale a Venezia, è stato sospeso lo stipendio dal mese di Febbraio, ha scritto una lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, invitandolo ad interessarsi della vicenda.

Di Giacomo ha annunciato il ricorso allo sciopero della fame per tenere alta l’attenzione su questa triste ed assurda vicenda, in cui una giovane si trova ricoverata in condizioni gravi e lotta ogni istante tra la vita e la morte, senza che ad oggi sia stata fatta chiarezza sull’episodio.

“Sissy e la sua famiglia sono stati lasciati soli da un’amministrazione penitenziaria che pensa più ai detenuti che al personale di polizia in servizio – scrive Di Giacomo – Dal mese di Febbraio 2018 alla nostra collega è stato persino sospeso lo stipendio, in applicazione di una norma utilizzata burocraticamente senza tener conto della questione di estrema delicatezza”.

Di Giacomo ricorda come l’attenzione sia stata finora tenuta alta dal Comitato civico “Sissy la Calabria è con te”, nato per volere degli amici della ragazza. “Il Comitato – si legge – ha il merito di esprimere alla famiglia di Sissy quella vicinanza mancata a livello istituzionale e politico, e per questo intendiamo svolgere anche noi una funzione di supporto materiale alla famigli di Sissy, perché la sua triste storia non finisca nel dimenticatoio”.

Accanto alla famiglia di Sissy Trovato si è schierato non solo il Comitato “Sissy la Calabria è con te”, ma anche i tanti ragazzi che hanno dato vita alla pagina su Facebook “Sissy tutti qui per te”; gli amministratori della pagina hanno fatto sapere che ringraziano il presidenteDi Giacomo, anche a nome della famiglia Trovato, e che saranno con lui, aderendo allo sciopero della fame proposto.

Le speranze di Di Giacomo sono riposte nel Presidente della Repubblica Mattarella: “Sono convinto – dice Di Giacomo – che Mattarella, come ha dimostrato in tanti altri casi analoghi, prenderà a cuore questa vicenda e da buon padre di famiglia di tutti gli italiani interverrà, nei modi e con gli strumenti che riterrà più opportuni, a salvaguardia dei diritti di Sissy e della sua famiglia”.
Due diritti su tutti: la tutela della vita, perché Sissy si trova ricoverata in condizioni gravi in una struttura sanitaria riabilitativa a Zingonia, in provincia di Bergamo, in stato vegetativo e lotta ogni giorno per continuare a vivere, e il diritto alla verità su cosa è accaduto due anni fa nell’ascensore dell’ospedale di Venezia dove la ragazza è stata trovata, ferita da un colpo di pistola alla nuca
“Noi – conclude Di Giacomo – non ci stancheremo di sostenere entrambi i diritti in una vicenda che da personale e di una famiglia è diventata vicenda di cui un Paese civile deve occuparsi”. 
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