
Nel capannone era stata allestita una vera e propria “industria di sostanza stupefacente” completa di impianto di irrigazione con sistema a goccia ed elettrico, realizzato con un allaccio abusivo alla rete pubblica, costituito da 30 fari ad altissimo potenziale da 600 WATT ciascuno.
I carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato per coltivazione ai fini di spaccio di ingente quantitativo di sostanza stupefacente e furto aggravato di energia elettrica, Domenico Restuccia, di 46 anni, Giuseppe Gioffrè (47), Stefano Zangari (35) e Emilia Cassamagnano (43). All’operazione, coordinata dalla Compagnia carabinieri di Gioia Tauro, hanno partecipato i militari della Tenenza di Rosarno, quelli dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” e un’unità cinofila del Goc di Vibo Valentia.
Viviana Minasi