Un giallo sui generis, nel quale non mancano colpi di scena, atmosfere suggestive e un intreccio narrativo
capace di catturare il lettore, accompagnandolo in un viaggio tra misteri, passioni e inquietanti verità.
La storia prende vita nella splendida Gerace, arroccata a circa cinquecento metri sul livello del mare, tra le
suggestive vestigia del castello normanno legato alla storia di Roberto il Guiscardo e Ruggero il Normanno.
È qui che, una mattina, Donna Concetta si imbatte in una scoperta agghiacciante: il professor Carlo Maria
de Leonardis viene ritrovato senza vita, legato a una sedia e trafitto al cuore da una pugnalata.
Un delitto tanto brutale quanto inspiegabile, soprattutto perché la vittima era un uomo mite, raffinato,
dall’eleganza d’altri tempi, conosciuto per il suo altruismo e per la dedizione quasi rituale alla sua
inseparabile compagna di vita: la pipa.
Chi poteva desiderare la morte di un uomo così stimato e benvoluto?
A fare luce sull’intricato caso saranno il maresciallo dei Carabinieri Luciano Stracuzza, uomo tormentato da
profonde pene d’amore per l’indimenticata Giulia, e il procuratore dottor Grasso, alle prese con non meno
singolari inquietudini coniugali.
Attorno a loro si muove un vivace e variegato microcosmo umano, popolato da personaggi particolari,
come l’appuntato Garimberti, la prostituta e ladra somala Jamilah Shiraa Saaid e altre figure che si
muovono nell’ombra, contribuendo ad alimentare enigmi e sospetti. L’indagine, tra continui sviluppi e
inattese rivelazioni, si snoda dalle strade della Calabria fino ai caratteristici vicoli di Trastevere, conducendo
il lettore nel cuore dei misteri della Capitale.
Ma in questo romanzo non è soltanto la trama investigativa a conquistare. Un ruolo fondamentale lo
riveste il paesaggio, che diventa parte integrante della narrazione, quasi un personaggio aggiunto.
Particolarmente suggestivo è il percorso descritto nelle prime pagine del libro, una passeggiata che il
professore compie attraverso gli scorci più affascinanti di Gerace. Non si tratta di un luogo immaginario: è
esattamente il tragitto che l’autore percorre quotidianamente dalla propria abitazione fino alla passeggiata
delle Bombarde, nei pressi della Porta del Sole, uno straordinario punto panoramico dal quale lo sguardo
abbraccia oltre settanta chilometri della costa ionica.
Un dettaglio che conferisce all’opera un’autenticità particolare e testimonia il profondo legame di Siciliano
con la sua terra.
Nato a Locri nel 1955 e residente a Gerace, Bruno Gerardo Siciliano è un autore dalla formazione e dal
percorso professionale eclettici.
Dopo aver ricoperto ruoli direttivi presso Poste Italiane, ha dedicato una parte significativa della propria
vita al teatro, distinguendosi come attore, regista e formatore. La sua formazione si è arricchita attraverso
gli studi presso l’Accademia d’Arte Drammatica diretta da Andrea Dalla Zanna, esperienza che gli ha
consentito di portare in tournée, in diverse città italiane, opere di grandi autori come Molière, Pirandello,
Čechov e Ruzante.
Una passione per la cultura e per il racconto che si ritrova anche nella sua produzione letteraria.
Tra le sue pubblicazioni figurano Ricordatevi di Angelica (2019), romanzo ambientato nella Gerace del
Settecento, e Natalina – Solo due mesi d’amore (2023), oltre ai Racconti della Buonanotte, pubblicati su
Metis News.
È inoltre in preparazione un nuovo romanzo storico ambientato nella Calabria del tardo Cinquecento,
incentrato sulla figura di Mattia Preti.
La presentazione di Morte di un fumatore di pipa si è trasformata in un interessante momento di incontro e
condivisione culturale, grazie a un appuntamento che ha saputo coniugare letteratura, teatro, musica e
valorizzazione del territorio.
Ad aprire l’incontro sono stati i saluti dell’assessore alla Cultura, Maria Concetta Valotta. A dialogare con
l’autore è stata Carmela Salvatore, mentre la conduzione dell’evento è stata affidata a Marzia Matalone,
che ha saputo moderare l’incontro con grande maestria.
Particolarmente apprezzate le letture dell’attrice Maria Condrò, che ha interpretato con competenza e
professionalità alcuni passaggi dell’opera, accompagnate dalle musiche di Francesco Macrì, che hanno
contribuito a rendere ancora più suggestiva l’atmosfera della serata.
Nel corso del suo intervento, l’assessore Valotta ha voluto ringraziare per la presenza anche i consiglieri
comunali Gina Brigandi e Francesco Bellantonio, sottolineando il valore culturale dell’iniziativa e la volontà
dell’Amministrazione di promuovere occasioni di incontro con il mondo della letteratura.
«Come Comunità abbiamo voluto fortemente questo appuntamento perché crediamo che anche il giallo sia
cultura, quando ci insegna a osservare i dettagli e a leggere l’animo umano. Bruno Siciliano porta a
Taurianova un giallo calabrese, colto, teatrale, che non ha bisogno di metropoli per trovare il mistero, ma lo
scopre nei nostri borghi, nelle nostre piazze. Un omaggio alla riflessione e, soprattutto, alla nostra terra».
Parole che racchiudono il significato più profondo dell’iniziativa: riconoscere nella letteratura uno
strumento di conoscenza, riflessione e valorizzazione delle proprie radici.
Con Morte di un fumatore di pipa, Bruno Gerardo Siciliano dimostra come anche un piccolo borgo possa
diventare teatro di grandi misteri e come la Calabria, con la sua storia, i suoi paesaggi e le sue straordinarie
peculiarità umane, possa offrire alla narrativa scenari di grande fascino.
Un’opera che, attraverso il linguaggio del giallo, invita a guardare oltre le apparenze, a interrogarsi sulla
natura umana e a riscoprire il valore dei luoghi e delle storie della nostra terra.
