GIOIA TAURO- La sua candidatura era già stata annunciata dalla coalizione che lo sostiene ma sabato sera Pino Zappalà ha dato forza a quell’annuncio diramando una sua nota ufficiale.
«Ormai da diversi mesi – ha scritto il candidato della coalizione messa in piedi dal nipote Rocco Sciarrone – un gruppo consolidato, composto da associazioni culturali, di volontariato, sportive, musicali, comitati, partiti e movimenti politici, del quale sono onorato di essere parte integrante, mi chiede di ufficializzare la mia “scesa in campo” in prima persona, come candidato a sindaco della Città. Oggi, convinto più che mai, di aver fatto la giusta scelta per il bene di Gioia Tauro, sono orgoglioso ed entusiasta di comunicare a tutta la cittadinanza la decisione di “concorrere” alla prossima tornata elettorale, al fine di dare una svolta vera e concreta al vecchio, quanto deleterio, modo di amministrare e di intendere la ‘cosa pubblica’».
Il medico gioiese prosegue: «vivo a Gioia Tauro da sempre; l’ho vista cambiare dal periodo più fiorente a quello decadente degli ultimi anni. Di certo la colpa è imputabile a taluni, che hanno amministrato per oltre 20 anni. La cosa che personalmente reputo più grave è che nessuno di Questi sembra esserne consapevole, dal momento che ancora oggi si ritrovano a voler fare le “prime donne” nel panorama politico cittadino».
Gioia Tauro, – si chiude il comunicato stampa – è come un teatro, bellissimo in un tempo passato, ma oggi vuoto, desolato ed abbandonato a se stesso, in cui gli attori, veterani della politica, non fanno altro che recitare lo stesso copione, per questo mi sono circondato di persone capaci, che non hanno mai preso parte a quegli spettacoli raccapriccianti. Oggi, messi da parte i miei interessi, ho deciso di spendermi a favore, e per amore, della nostra Città».
Con gli annunci delle candidature di Zappalà e Schiavone, dovrebbe essere ormai definito il quadro degli sfidanti alle prossime elezioni comunali.
I candidati a sindaco dovrebbero essere cinque: Aldo Alessio, Renato Bellofiore, Giuseppe Pedà, Rosario Schiavone e Pino Zappalà.
