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Gioia Tauro, Carmelo Raco presenta “Anatomia del Corpo Umano”: arte e scienza in un’unica visione

Carmelo Raco è un geniale e poliedrico artista, noto per il suo lavoro come architetto, scultore e
pittore, grafico e designer.
Ieri pomeriggio a Gioia Tauro presso la Sala Convegni Le Cisterne, ha presentato il suo libro
intitolato “Anatomia del Corpo Umano”, un’opera che riflette la sua profonda passione per l’arte e
la scienza.
L’evento è stato fortemente voluto e organizzato dall’ Associazione Orbis Arte e Dintorni,
presieduta dal rag. Antonio Castellano e dall’Associazione Kairos presieduta dalla prof.ssa Milena
Marvasi Panunzio.
La prof.ssa Marvasi, nel suo intervento, dopo aver sottolineato l’importante lavoro sinergico
intrapreso con il sodalizio presieduto dal rag. Castellano; si è soffermata sull’opera , dove l’autore
esplora la complessità e la bellezza del corpo umano, un tema che ha ispirato artisti di ogni epoca.
Attraverso una combinazione di illustrazioni dettagliate e testi informativi, l’arch. Raco guida i
lettori in un viaggio attraverso l’anatomia, mettendo in evidenza non solo la struttura fisica, ma
anche l’estetica e l’espressività del corpo.
La sua formazione come architetto si riflette nella precisione e nell’attenzione ai dettagli delle sue
opere, mentre la sua esperienza come scultore e pittore aggiunge una dimensione emotiva e visiva
al suo lavoro.
Raco riesce a unire queste diverse discipline in un’unica narrazione, creando un importante
dialogo tra arte e scienza.
Subito dopo il rag. Castellano, ha rimarcato l’importanza dell’opera, che non è solo un libro, ma un
invito a riflettere sulla connessione tra arte e scienza, un tema che Carmelo Raco esplora con
maestria e passione.
La sua opera rappresenta un contributo significativo al panorama culturale di Gioia Tauro e oltre,
ispirando nuove generazioni di artisti e studiosi.
A seguire il dott. Giuseppe Bruzzì, nel suo intervento si soffermato sull’importante lavoro svolto
dall’autore, che ha studiato l’apparato muscolo scheletrico nella sua plasticità, piano per piano,
fino ad arrivare all’osso.
L’apparato locomotore trasforma la figura da statica a dinamica.
Il dott. Bruzzì, ha ricordato che la visione del medico è diversa da quella dell’artista.
Al medico interessa l’interno, mentre l’artista guarda il muscolo come elemento che si trasforma.
Sono due modi diversi di interpretare il corpo umano.
L’arte esplora il mondo.
Leonardo Da Vinci rappresenta la sintesi perfetta tra l’artista e il medico.
L’opera dell’ arch. Raco sembra richiamare la visione leonardiana.

Infine il dott. Bruzzi, ha concluso affermando che Il rapporto tra l’arte e la medicina è molto
importante e l’opera di Raco è utile anche per chi studia medicina.
Il prof. Marcello Anastasi, ha affermato che tra l’arte e la medicina c’è un rapporto di interscambio
già a partire dal Rinascimento.
L’arch. Raco nel suo libro ha magistralmente rappresentato la figura umana.
Figura che è stata sempre oggetto di interesse sin dalla preistoria.
Una prova ne sono le e Veneri preistoriche, piccole statuette femminili del Paleolitico (circa
35.000-10.000 a.C.), scolpite in pietra, avorio o osso, caratterizzate da forme accentuate (seni,
ventre, fianchi) e tratti del volto spesso assenti.
Simboli di fertilità, fecondità e forse di una “Dea Madre”, non rappresentano la bellezza ideale, ma
la capacità generatrice. La più famosa è la Venere di Willendorf.
Il prof. Anastasi ha concluso il suo intervento con l’augurio che l’opera possa essere adottata nelle
Università.
Infine l’arch. Raco, non senza emozione, ha narrato la genesi dell’opera : 500 pagine illustrate da
1086 figure che descrivono il corpo umano dal punto di vista osteologico , miologico e
morfologico, accompagnate delle spiegazioni scientifiche.
Dallo suo laborioso e meticoloso studio si evince fortemente che l’uomo è stato creato da Dio.
In conclusione, “Anatomia del Corpo Umano” non è solo un libro, ma un invito a riflettere sulla
connessione tra arte e scienza, un tema che l’autore ha esplorato con maestria e passione. La sua
opera rappresenta un contributo significativo al panorama culturale di Gioia Tauro e oltre,
ispirando nuove generazioni di artisti e studiosi.
L’evento è stato intervallato dal cantautore Sergio Raso.

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