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Gioia: presentato “non mi voglio perdere niente”

GIOIA TAURO – “Scrivo per scaricare le emozioni, la rabbia, la felicità, le mie sensazioni. Metto giù quello che sento e in un secondo momento arrivano storia e personaggi”.

È con la semplicità di queste parole che Antonella Ferraro, diciannovenne di San Giorgio Morgeto, ha spiegato i motivi che l’hanno portata a scrivere il suo primo libro dal titolo “Non mi voglio perdere niente”, presentato ieri sera sulla terrazza di Palazzo Baldari.

L’incontro, organizzato dall’associazione culturale Gioia 3.0, diretta da Angela Piromalli, con la collaborazione delle associazioni Nuovo Mondo e Nuova Aracne, presiedute da Franco Greco e Lucia Ferrara, ha visto la partecipazione del sociologo Francesco Rao, ed è stato intervallato da momenti musicali eseguiti dal cantautore Pino Barillà.

“Abbiamo pensato a questo evento anche per riuscire a fare rete con le altre associazioni e uscire dal territorio”, ha spiegato Greco.
Ad aprire le danze è stato invece il consigliere comunale Gianni Laurendi che ha portato i saluti del sindaco Renato Bellofiore, assente per motivi istituzionali. Un intervento all’insegna della positività e mirato a descrivere la situazione dei giovani di oggi è stato quello di Rao, che ha preso Antonella come esempio da seguire dai giovani ‘che hanno perso l’abitudine di leggere”.

“Vi invito a leggere questo bel libro, – ha detto – per far capire ai ragazzi che in Calabria i sogni si possono realizzare”.

“È un libro suggestivo. – ha invece esordito la professoressa Ferrara – descrive quel mondo che gli adulti non possono o non sanno dare ai giovani. Credo sia questo il vero messaggio”.

Una frase in particolare simboleggia il senso del libro, riportata proprio da Antonella tra le prime pagine. “Siate come il mare che, infrangendosi contro gli scogli, trova sempre la forza di riprovarci”.

Ed è questo l’augurio che la giovane autrice rivolge ai suoi coetanei che come lei e come tanti altri vivono i disagi dettati dall’età e dalle diverse situazioni che ognuno di loro vive.

Eva Saltalamacchia

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