
Ad arrestarlo sono stati i carabinieri della stazione di Cittanova ed i militari della Compagnia di Gioia Tauro, su ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Palmi, Fulvio Accurso al termine dell’indagine coordinata dal sostituto procuratore Enzo Bucarelli.
L’omicidio di Francesco Raso è avvenuto l’11 marzo scorso, in contrada Venarella di Rizziconi; per quel delitto si è costituito ai militari di Rizziconi, poche settimane dopo, Vincenzo Tropeano, cognato della vittima, dicendo di aver ucciso Raso per motivi legati ad una servitù di passaggio.
L’uomo si è presentato ai carabinieri spontaneamente, ma si sentiva – con ogni probabilità – sotto pressione, perché gli inquirenti lo avevano identificato grazie alle immagini riprese da un sistema di videosorveglianza.
In fase di indagine, coordinata dalla Procura di Palmi, sarebbe emersa la presenza di un complice che avrebbe aiutato Tropeano a compiere l’omicidio, identificato oggi in Antonio Raso.
Per lui l’accusa è di concorso in omicidio e detenzione e porto d’armi abusivo in luogo pubblico della pistola calibro 7.65 – con matricola abrasa – che il presunto assassino di Francesco Raso, Vincenzo Tropeano, avrebbe utilizzato per colpire a morte la vittima.