Aveva continuato a utilizzare il frantoio nonostante la Capitaneria di Porto lo avesse sequestrato nei giorni precedenti per violazione di norme ambientali.
Per questo motivo sabato è finito agli arresti domiciliari il 50enne Domenicantonio Ferraro.
L’uomo, già noto alle forze di polizia, è stato sopreso dai carabinieri di Rizziconi all’interno del frantoio.
Secondo quanto riferito dai militari Ferraro avrebbe rimosso i sigilli per riprendere la propria attività lavorativa utilizzando i macchinari sequestrati.
Il frantoio era stato sequestrato (leggi l’articolo) la scorsa settimana per prevenire ulteriori sversamenti sul suolo e nelle acque sotterranee.
I volontari dell’osservatorio ambientale Iride e del comitato di quartiere Fiume avevano segnalato una colorazione anomala della acque del torrente Budello, da ricondurre allo sversamento di reflui derivanti proprio dalla lavorazione delle olive.
Ferraro è stato arrestato e accompagnato a casa in regime di arresti domiciliari in attesa della celebrazione del rito direttissimo
