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Autorità di sistema, “l’allarme rosso” di Fdi

Pulimeni, Ripepi, Scuderi, Timpani e Catania

da sinistra Pulimeni, Ripepi, Scuderi, Timpani e Catania

L’ennesimo rinvio della nomina del presidente della nuova Autorità di sistema portuale ha provocato la reazione e la preoccupazione di tutta la classe dirigente provinciale di Fratelli d’Italia.

Per questo nei giorni scorsi gli espoenenti del partito della Meloni hanno incontrato la stampa a Gioia Tauro per esporre la loro idea sulla vicenda.

“Il rinvio fino a dicembre significa che abbiamo perso la guida di Gioia Tauro della nuova Autorità” ha sentenziato Massimo Ripepi.

Secondo il consigliere comunale reggino “è necessario lanciare l’ennesimo allarme rosso sulla vicenda perchè l’Autorità portuale con guida calabrese rafforza la piattaforma dello stretto che è una questione di vita o di morte per l’intero territorio”.

E proprio in direzione di questo rafforzamento Ripepi sostiene che la guida dell’aeroporto dovrebbe essere siciliana e quella dell’Autorità calabrese.

L’esponente di Fratelli d’Italia ha criticato poi duramente il silenzio della deputazione calabrese sulla questione e ha annunciato che nei prossimi giorni il capogruppo alla Camera di Fdi, Fabio Rampelli verrà in Calabria per dare forza a questa battaglia.

Il commissario provinciale del partito Sebastiano Scuderi ha invitato i calabresi a reagire sostenendo che “alcune menti diaboliche nel corso del tempo hanno portao la Provincia in sala di rianimazione e per non farla morire bisogna svegliare la coscienza e gli animi”.

Secondo il coordinatore pianigiano Aurelio Timpani su tutte le questioni che riguardano lo sviluppo del porto e del territorio i rappresentanti istituzionali calabresi si sono dimostrati “nemici del popolo”.

Il discorso si è spostato invece sulle comunali gioiesi con gli interventi del coordinatore cittadino Nicola Pulimeni, di Vincenzo Bagalà e del rappresentante di Gioventù nazionale Francesco Catania.

Anche in questa occasione è emersa l’incertezza che regna negli ambienti politici gioiesi e nella popolazione, considerato che nessuno è certo che la città vada al voto il prossimo 15 giugno, considerato che al comune dall’inizio di marzo è al lavoro la commissione di accesso agli atti.

Francesco Catania dopo aver fatto un’accurata analisi sul porto di Gioia Tauro ha invitato Falcomatà, Delrio e Oliverio a essere concreti e a “non fare solo fumo” e ha aggiunto che il ministro dell’Interno Marco Minniti “si interessa di Gioia Tauro solo per inviare la commissione di accesso”.

“La ndrangheta c’è – ha concluso Catania – ma lo Stato dovrebbe cosa fa?”.

Pulimeni e Bagalà hanno spiegato che in ogni caso Fratelli d’Italia sta lavorando e nel caso in cui si dovesse votare sarebbe in grado di presentare la propria lista. “Abbiamo avviato un percorso con altre forze del centrodestra – ha spiegato Pulimeni – e crediamo di poter trovare un candidato che sia la sintesi di tutti i soggetti, Fratelli d’Italia potrebbe comunque esprimere il proprio candidato”.

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