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A Cittanova un Pirandello vivo e necessario: Guarnieri incanta con “Il Berretto a Sonagli”

Ieri sera a Cittanova, grazie all’associazione Kalomena, il pubblico ha potuto assistere a una rappresentazione intensa e profondamente coinvolgente de Il Berretto a Sonagli di Luigi Pirandello, un’opera che continua a parlare al nostro tempo con sorprendente lucidità.

L’interpretazione di Enrico Guarnieri è stata semplicemente magistrale: misurata, potente, capace di restituire tutte le sfumature psicologiche di Ciampa, personaggio sospeso tra ironia amara e disperazione lucida. Guarnieri ha saputo incarnare con straordinaria credibilità il dramma di un uomo costretto a difendere non tanto la verità, quanto l’equilibrio fragile delle convenzioni sociali.

Il cuore dell’opera – il conflitto tra l’essere e l’apparire – risuona oggi forse più che mai. In un Paese in cui spesso la forma prevale sulla sostanza e l’immagine pesa più della verità, Pirandello ci costringe a guardarci allo specchio. La “corda civile” che regge le nostre maschere sociali è sottile, eppure continuiamo a fingere che sia solida pur di non far crollare l’intero edificio delle relazioni.

Quella di ieri non è stata solo una serata di teatro: è stata una riflessione viva, quasi necessaria, sulla nostra società. E quando un classico riesce ancora a inquietare, a far discutere, a farci interrogare, significa che è stato interpretato e messo in scena nel modo giusto.

A Cittanova, grazie alla straordinaria prova di Guarnieri e alla scelta coraggiosa di chi ha voluto portarlo in scena.

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