
Anna Maria Scarfò aveva appena 13 anni quando il branco l’ha violentata, e da quel momento per lei è iniziato un lungo calvario, che ha portato alla condanna sia in primo che in secondo grado dei suoi presunti aguzzini.
Viene violentata per la prima volta nel 1999; era innamorata di un ragazzo più grande che si è fatto gioco della sua innocenza e l’ha consegnata al branco, che continuerà ad abusare di lei per tre anni.
Finalmente nel 2002, Anna Maria decide di dire basta, e supportata ed incoraggiata dalla sorella minore decide di raccontare tutto ai Carabinieri di San Martino di Taurianova, denunciando tutto.
A San Martino di Taurianova, Anna Maria viene emarginata, perché considerata dalla gente portatrice di sciagure; vive rinchiusa in casa, per paura che in giro la gente possa aggredirla verbalmente.
Grazie alla legge sullo stalking rientra in un programma di protezione, e sarà la prima donna in Italia ad ottenere questa misura. Prima la scorta e poi, nel 2010, la partenza per una località protetta dove attualmente vive insieme alla sorella, lontano per sempre da quell’inferno di terrore.
