Pane, olio e vino come simboli dell’identità mediterranea e motore di sviluppo del territorio. È questo il filo conduttore dell’incontro promosso sabato 5 luglio dalla Delegazione Gioia Tauro – Piana degli Ulivi dell’Accademia Italiana della Cucina, ospitato nelle Tenute De Giglio e dedicato al tema “Dal grano alla vite, dall’oliva al calice: sviluppo e sostenibilità”.
L’iniziativa ha concluso il percorso “Pane, Olio e Vino”, nato per valorizzare le eccellenze agroalimentari della Piana e il loro legame con storia, cultura e paesaggio.
Dopo i saluti istituzionali del Sindaco Angelo D’Angelis che ha dato il benvenuto a nome di tutta la comunità unitamente a quelli del delegato Ettore Tigani, ad accogliere gli ospiti è stato Girolamo De Giglio, che ha illustrato la storia delle Tenute e della Contrada Pipinello, soffermandosi sul progetto aziendale di tutela della biodiversità e valorizzazione dei vitigni autoctoni, fondato su qualità, sostenibilità e rispetto dell’ambiente.
Dopo un aperitivo tra i filari con degustazione del vino Maremè e prodotti della tradizione calabrese, il momento centrale è stato l’intervento di Pierfrancesco Multari, che ha sviluppato il tema delle tre “P” – Prodotto, Persona e Popolo – evidenziando il ruolo di grano, olivo e vite nella storia delle comunità mediterranee e l’importanza della sostenibilità per il futuro dell’agricoltura.
L’incontro ha confermato l’impegno dell’Accademia Italiana della Cucina nella promozione della cultura enogastronomica e delle produzioni identitarie, ribadendo come la valorizzazione delle radici rappresenti una leva fondamentale per uno sviluppo sostenibile del territorio.
La giornata si è conclusa con una cena conviviale nel giardino della cantina e con la consegna della vetrofania dell’Accademia al titolare delle Tenute De Giglio.
