
L’iniziativa – che partirà a settembre, con l’inizio dell’anno scolastico 2014/2015 – è stata presentata questa mattina a Palmi a palazzo San Nicola, alla presenza dell’assessore regionale alla cultura Mario Caligiuri, del sindaco di Palmi Giovanni Barone, della dirigente scolastica del liceo classico di Catanzaro “Galluppi” e di Armando Vitale, presidente dell’associazione Gutenberg – Fondazione IMES. «Le scuole rappresentano un terreno fertile nel quale far attecchire il concetto di educazione alla lettura – ha detto in conferenza stampa l’assessore Mario Caligiuri – Abbiamo iniziato questo percorso nelle scuole due anni fa, con l’adozione dei testi di Carmine Abate, per passare, lo scorso anno, ai testi di Mimmo Gangemi. Da Palmi parte un importante messaggio: chi legge conosce più parole, e chi conosce più parole ha più idee che danno la capacità di discernere il bene dal male».
La Calabria sta cambiando e lo sta facendo attraverso la cultura; prova ne è il fatto che i dati Istat di gennaio 2014 pongono la regione non più all’ultimo posto per propensione alla lettura (la Calabria ha superato diverse regioni meridionali nella classifica) e addirittura ai vertici della classifica per propensione alla lettura di e-Book, dati inimmaginabili appena qualche anno fa. «Ringrazio l’assessore Caligiuri che ha voluto spostare il baricentro culturale della regione a Palmi – ha aggiunto il sindaco Giovanni Barone – Palmi è da sempre città di cultura e da essa dobbiamo ripartire per risalire la china. La cultura – ha proseguito Barone – unita alla cultura della legalità deve rappresentare la base per la formazione dei più giovani». Ad Armando Vitale il compito di illustrare il progetto Gutenberg, «giunto alla XIII edizione con il fine ben preciso di riscattare la nostra terra attraverso il libro.
Al progetto hanno aderito gli istituti scolastici di tutte e 5 le province calabresi – ha proseguito Vitale – che hanno avuto la possibilità di conoscere autori della nostra terra spesso ignorati o non “tutelati” per come meritavano. Noi abbiamo un debito nei confronti di coloro che non ci sono più, di Strati e Repaci, per citare due esempi eccellenti e dobbiamo riscattarli attraverso l’amplificazione della cultura promossa dagli scrittori calabresi viventi». Ha concluso la conferenza stampa la dirigente scolastica Elena De Filippis. «La scelta di Gratteri non è casuale. È un magistrato, ed ancor prima un uomo, testimone attivo della lotta alla mafia, condotta con una quotidianità disarmante. Leggere Gratteri è un invito agli studenti della nostra regione affinché si riapproprino dell’utilizzo di un monosillabo forte, “no”. No ai giovani che si lasciano assuefare alla ‘ndrangheta spicciola, che si serve di loro per spacciare la droga, per imporsi con violenza».