Nel 2026 ricorrono gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, una ricorrenza che richiama
l’attenzione internazionale sulla figura del Santo e sull’attualità del suo messaggio di pace, fraternità e
solidarietà. Patrono d’Italia, Francesco rappresenta una personalità universale, la cui testimonianza
continua a interrogare il nostro tempo e a offrire spunti di riflessione in un mondo segnato da conflitti,
disuguaglianze e profonde trasformazioni sociali.
La sua scelta radicale di povertà e condivisione lo portò a rinunciare agli agi della famiglia per abbracciare
una vita essenziale, accanto agli ultimi e ai più fragili. Con il Cantico delle Creature espresse una visione
della natura come dono di Dio, da rispettare e custodire, diventando un riferimento fondamentale per la
sensibilità ecologica contemporanea. Non a caso, nel 1979, papa Giovanni Paolo II lo proclamò patrono dei
cultori dell’ecologia.
Profondo fu anche il suo impegno per la pace e il dialogo tra le religioni. In un’epoca attraversata dalle
Crociate, Francesco scelse la via dell’incontro e del dialogo disarmato, come testimonia il suo viaggio in
Egitto nel 1219, quando incontrò il sultano al-Malik al-Kamil. Un gesto di straordinaria apertura, il cui
significato conserva ancora oggi una forte attualità.
È proprio alla ricchezza di questa eredità spirituale, culturale e umana che è stato dedicato il convegno “Il
francescanesimo in Calabria. Testimonianze storiche, religiose ed artistico-architettoniche della presenza
francescana in Calabria nell’Ottavo centenario della morte del Santo d’Assisi”, promosso dal CISDAR (Centro
Italiano per lo Studio della Documentazione Archivistica) nell’ambito delle Quarte Giornate di Studi Storici.
L’iniziativa si è svolta il 24 e 25 ottobre, coinvolgendo Taurianova e Gerace in un percorso di
approfondimento volto a riscoprire e valorizzare le testimonianze della presenza francescana in Calabria,
attraverso il contributo di studiosi, storici dell’arte e rappresentanti del mondo religioso.
La prima giornata, sabato 24 ottobre, si è tenuta presso il convento dei Cappuccini di Taurianova. Dopo i
saluti istituzionali del sindaco Domenico Romeo, dell’assessore alla Cultura Maria Concetta Valotta, del
presidente del CISDAR Vincenzo Cataldo e di frate Rocco Predoti, vicario provinciale della Provincia Italiana
dell’Immacolata Concezione dei Frati Minori Conventuali, i lavori sono entrati nel vivo con una serie di
relazioni dedicate ai molteplici aspetti della presenza francescana e del patrimonio lasciato dal Santo di
Assisi.
Nel corso della mattinata sono intervenuti frate Francesco Alfieri, Antonio Macchione, Foca Accetta e don
Letterio Festa, offrendo differenti prospettive di lettura storica, religiosa e culturale.
Nel pomeriggio, dopo il saluto del vescovo della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, monsignor Giuseppe
Alberti, il programma è proseguito con gli interventi di Roberto M. Naso Naccari Carlizzi, don Filippo
Ramondino, Giosofatto Pangallo e Attilio Spanò.
Una giornata intensa di studio e confronto, che ha permesso di approfondire la diffusione del
francescanesimo in Calabria e il valore delle testimonianze che, nel corso dei secoli, hanno contribuito a
caratterizzare l’identità religiosa, artistica e culturale del territorio.
Il percorso è proseguito domenica 25 ottobre presso il convento dei Cappuccini di Gerace, seconda tappa di
un itinerario culturale che ha idealmente unito le due comunità nel segno di San Francesco.
Dopo i saluti del sindaco di Gerace, Rudi Lizzi, e dell’assessore alla Cultura del Comune di Taurianova, Maria
Concetta Valotta, si sono susseguiti gli interventi di Domenico Capponi, Margherita Corrado, frate Giuseppe
Sinopoli, Pasquale Giurleo, Giorgio Metastasio, Vincenzo Cataldo, Domenico Romeo e Giulio Di Bernardo.
A concludere i lavori è stato il professor Vincenzo Cataldo dell’Università Magna Grecia di Catanzaro, che ha
suggellato le due giornate di approfondimento dedicate alla memoria storica e alla valorizzazione delle
testimonianze francescane presenti in Calabria.
La manifestazione si è svolta grazie alla fattiva collaborazione dei Comuni di Taurianova e Gerace e con il
patrocinio della Deputazione di Storia Patria per la Calabria, a conferma dell’importanza della sinergia
istituzionale nella promozione della cultura e nella riscoperta del patrimonio storico regionale.
A sottolineare il significato dell’iniziativa è stata l’assessore alla Cultura del Comune di Taurianova, Maria
Concetta Valotta, che ha evidenziato l’importanza di riscoprire il messaggio francescano proprio in un
momento storico in cui violenza, odio e materialismo sembrano spesso prevalere sui valori della solidarietà
e della convivenza pacifica.
«San Francesco non è passato dalla Calabria per caso. Ha lasciato tracce, conventi, parole e arte che ancora
oggi ci parlano. E ci dicono che c’è bisogno di fraternità, di semplicità e di pace. Proprio quello che manca in
questo mondo così confuso», ha dichiarato l’assessore.
Valotta ha inoltre ribadito la volontà dell’Amministrazione comunale di continuare a sostenere iniziative
capaci di coniugare ricerca storica, partecipazione e valorizzazione del territorio.
«Come Amministrazione continueremo a investire in queste iniziative, perché crediamo che la cultura non
sia un evento, ma un presidio da coltivare e difendere», ha aggiunto.
L’assessore ha quindi sottolineato il valore della collaborazione tra Taurianova e Gerace, definendo
l’iniziativa un ponte ideale tra le due città, unite dalla volontà di custodire e promuovere una parte
significativa della storia religiosa e culturale calabrese.
Nel ringraziare quanti hanno contribuito alla realizzazione dell’evento, Valotta ha rivolto un riconoscimento
all’assessore alla Pubblica Istruzione Anna Raso, alle consigliere comunali Gina Brigandì, Valentina De Moro
e Antonella Panarello, al consigliere Saro Di Giorgio per il supporto tecnico, a Pasqualina Luccisano per gli
allestimenti floreali e all’intera comunità francescana, con una menzione particolare per padre Sebastian,
per la grande disponibilità dimostrata.
Un ringraziamento è stato inoltre rivolto al sindaco di Gerace, Rudi Lizzi, e all’assessore alla Cultura Marisa
Larosa, per aver condiviso il percorso culturale e istituzionale.
«Quando due Comuni collaborano per la cultura, vince l’intera Calabria. È questo il modello che vogliamo
continuare a portare avanti: fare rete, unire le forze, valorizzare i nostri territori», ha concluso Valotta.
Le due giornate di studio hanno così rappresentato non soltanto un’occasione per approfondire la storia del
francescanesimo in Calabria, ma anche un esempio concreto di collaborazione tra istituzioni e comunità. Un
impegno che, nel segno di San Francesco, richiama il valore della memoria, della condivisione e della
cultura come strumenti per costruire legami e guardare al futuro con maggiore consapevolezza.
