A Palmi ci sono luoghi che non si visitano soltanto: si custodiscono. Il mausoleo di Francesco Cilea è uno di questi. Da venticinque anni, la prof.ssa Elena Bagalà Gambacorta, palmese orgogliosa, ne è la custode silenziosa e fedele. Le chiavi le furono consegnate dall’allora sindaco, Avv. Antonio Parisi, e da quel giorno ogni ingresso è diventato un rito, un incontro, un dialogo muto con il Maestro.
Quando varca il cancello, la professoressa sente un’emozione che non si consuma mai. La foto di Cilea sembra accoglierla con un sorriso lieve. Lei gli porta un fiore, lui — nella quiete della sua eternità — pare risponderle. Questa volta, racconta, sembrava persino annuire, come se approvasse l’idea che da giorni le abitava la mente: trasformare la sua musica in un’esperienza viva per i ragazzi, farli cantare e danzare sulle sue note, portarli a partecipare a un concorso nazionale.
Non tutte le idee arrivano con fragore. Alcune crescono piano, come un pensiero che si fa strada e diventa inevitabile.
Così è stato per Dormi, dormi pastorello e per Il Giudizio di Paride, tratti dall’Adriana Lecouvreur. La professoressa, che insegna ai suoi alunni che Musikè per i Greci era l’unione di poesia, musica e danza, ha sentito che quell’opera poteva diventare un ponte: tra Cilea e i ragazzi, tra Palmi e il mondo, tra memoria e futuro.
E allora ha deciso: partecipare al concorso “Giovani in crescendo”. Non per vincere, ma per esserci. Per portare la voce dei suoi alunni oltre le mura della scuola, oltre i confini della città, oltre il tempo.
Lo spartito originale è stato recuperato subito. La tonalità modificata, le parti riscritte per flauti, tastiere, coro. La coreografia immaginata, cercata, costruita passo dopo passo.
I ragazzi, pur non essendo ballerini, hanno seguito il ritmo con entusiasmo. Hanno provato, riprovato, superato assenze, malattie, sostituzioni dell’ultimo minuto. Hanno imparato che la musica non è solo esecuzione: è impegno, è ascolto, è fiducia.
Settantasette partecipanti: strumentisti, coristi, danzatori, comparse. Settantasette piccoli protagonisti che hanno trasformato un’opera lirica in un’avventura collettiva.
E la professoressa, ogni volta che tornava al mausoleo, sentiva che quel lavoro non era solo un progetto scolastico: era un modo per onorare Cilea, per far vivere la sua musica nella città che gli ha dato i natali.
La prof.ssa Bagalà Gambacorta ha inviato le sue congratulazioni agli organizzatori del concorso, riconoscendo il valore di iniziative che educano alla musica e alla crescita personale.
Per lei, che da venticinque anni porta un fiore al Maestro, vedere i suoi alunni partecipare a un concorso nazionale è la forma più alta di continuità: la musica che scorre, la memoria che vive, Palmi che respira cultura.
“Non partecipiamo per vincere, ma per esserci” dichiara la Professoressa, ed esserci, questa volta, significa portare un pezzo di Palmi nel cuore della musica italiana.
