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Porto, sequestrato un altro imponente carico di cocaina

i borsoni con i panetti di cocaina

i borsoni con i panetti di cocaina

A distanza di pochi giorni dall’ultimo grosso sequestro, la Guardia di Finanza è riuscita a intercettare un altro importante carico di cocaina al porto di Gioia Tauro.

Si tratta di 200 panetti nascosti in dieci borsoni per un totale di 216 chili.

La droga era nascosta in un carico di gomma in granuli proveniente dal Sud America.

Anche questa operazione, coordinata dalla Dda di Reggio Calabria, è stata effettuata grazie alla collaborazione tra la Guardia di Finanza ed i funzionari dell’agenzie delle dogane.

I continui sequestri hanno l’obbiettivo di ridurre i pericoli per la collettività derivanti dall’immissione della cocaina nel mercato.

“Pericoli che si manifestano – ha dichiarato il procuratore Federico Cafiero De Raho – non solo negli effetti più immediati e deleteri, quali quelli connessi all’uso delle sostanze stupefacenti, ma anche in quelli, più subdoli, sotterranei e forse ancor più devastanti, legati al reinvestimento nell’economia legale degli enormi capitali illecitamente lucrati dalle mafie che gestiscono i grandi traffici di droga. Basti infatti pensare che, mentre all’origine un chilo di foglie di coca viene venduto dal coltivatore ad appena 78 centesimi di Euro, lo stesso quantitativo di cocaina, una volta definitivamente raffinato, ha un costo di 1.800 Euro per il produttore, il quale riesce a cederlo ai grossisti americani o europei tra i 25 mila ed i 30 mila euro; considerando che la cocaina può essere tagliata fino ad aumentarne il peso di ben quattro volte e che al minuto spaccio, un grammo di sostanza è ceduto per circa 100 euro, è facile immaginare quanto siano imponenti i volumi di denaro incamerati da chi gestisce il traffico. Denari che, – ha proseguito il procuratore – una volta reinvestiti e riciclati, sono in grado di inquinare pesantemente i circuiti legali dell’economia e di alterare le condizioni di concorrenza, sottraendo opportunità di lavoro alle imprese che rispettano le regole”.

Nel 2017 il sequestro di quasi 1600 chili di cocaina, ha permesso di infliggere alla ‘ndrangheta rilevantissime perdite economiche, sia sotto il profilo dei capitali investiti che dei mancati guadagni: la droga complessivamente sequestrata, una volta lavorata ed immessa in commercio, raggiunte le piazze di spaccio, avrebbe infatti fruttato oltre 650 milioni di euro.

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