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Pedà: «la Zes sia tra le priorità del semestre europeo»

Giuseppe Pedà
Giuseppe Pedà
GIOIA TAURO – L’imminente visita a Gioia Tauro del presidente del consiglio Renzi, e l’avvio del semestre italiano di presidenza dell’unione europea, hanno riportato al centro del dibattito l’istituzione della zona economica speciale nella zona portuale di Gioia.

Dopo le sollecitazioni arrivate nei giorni scorsi dalla Mct e dalla Presidente della Giunta regionale Antonella Stasi, sul tema è intervenuto questa mattina Giuseppe Pedà, coordinatore nazionale dei Giovani imprenditori di Confcommercio.

«Nell’ultimo mese – ha dichiatato sono giunti da più parti gli inviti al premier Renzi ad adoperarsi affinché la Zes acquisisca, nel breve termine, concretezza legislativa. Fra gli addetti ai lavori vige infatti la convinzione che l’istituzione di un regime fiscale e amministrativo agevolato nell’area portuale di Gioia Tauro, consentirebbe di mettere a frutto le enormi potenzialità inespresse dell’area portuale, ma non solo. Il porto oggi è utilizzato esclusivamente, e in modo frustrante rispetto alle sue enormi possibilità, per le sole attività di transhipment. Ma l’istituzione della Zes permetterebbe soprattutto di trasformarlo in volano sia per l’economia locale, che per quella nazionale ed europea».

Secondo l’imprenditore «le garanzie di riuscita sono da ravvisare in particolare in due fattori: nella posizione, che fa del porto di Gioia Tauro la piattaforma strategica del Mediterraneo, in grado di estendere il proprio sguardo oltre l’Europa e quindi agli emergenti mercati asiatici; nella disponibilità di un retroporto infrastrutturato, che ha tutte le carte in regola per diventare zona attrezzata per le operazioni logistiche di lavorazione e movimentazione dei container».

La Zona economica speciale non rappresenta un salto nel vuoto, in quanto già da tempo molti altri paesi, come la Cina, la Lettonia e la Polonia, l’hanno imboccata, e i loro eccellenti risultati in termini di crescita e di sviluppo economico testimoniano la bontà di questa scelta.

«La Zes – ha affermato ancora Pedà – costituisce indiscutibilmente uno strumento utilissimo a sostegno dell’economia e delle imprese operanti nell’area portuale. Esse infatti, potrebbero per questa via godere dei vantaggi economici di un sistema fiscale e amministrativo agevolato. E questo, oltre a favorirne la ripresa, sarebbe di sicuro un deterrente alla tentazione della delocalizzazione. L’alleggerimento fiscale – ha aggiunto – attrarrebbe e incoraggerebbe potenziali investitori stranieri, incentivando così le condizioni per restituire competitività al nostro territorio, attualmente debole in termini di forza produttiva e, per naturale conseguenza, di capacità occupazionale. Ciò garantirebbe nuove e interessanti opportunità per il mondo dell’impresa e per i giovani».

«Pertanto – ha concluso l’esponente di Confcommercio – se fra le priorità del semestre europeo vi sono davvero la crescita e l’occupazione, la questione della Zes per Gioia Tauro non può più essere trascurata, ma deve diventare legge prima possibile. Anche perché, come già a fine marzo ha ribadito il Commissario europeo ai Trasporti Siim Kallas, si tratta di un’iniziativa pienamente legittima e conforme alle disposizioni europee».

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