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PA: rimosso il presidio all’inceneritore. I lavoratori hanno incontrato il sindaco di Gioia

GIOIA TAURO – Un incontro al comune di Gioia Tauro ha chiuso la calda giornata di protesta dei lavoratori di Piana Ambiente, iniziata questa mattina, sotto il sole cocente, con un presidio, durato diverse ore, davanti all’inceneritore.

I lavoratori hanno ripreso la protesta per spingere i sindaci della Piana a compiere tutti gli atti necessari per creare un nuovo soggetto pubblico in grado di garantire i livelli ocuupazionali e svolgere il servizio di raccolta. Sono molto preoccupati perchè dal momento della messa in liquidazione di Piana Ambiente nulla di concreto è stato fatto e in questi giorni diversi comuni stanno procedendo all’esternalizzazione del servizio senza prevedere clausole che tutelino i dipendenti della società.

L’agitazione è rientrata grazie all’opera di mediazione svolta dagli agenti della Polizia di Gioia Tauro e in prima persona dal vicequestore aggiunto Stefano Dodaro che ha parlato a lungo con i lavoratori convincendoli prima dell’ora di pranzo a sciogliere il presidio.

E’ stata quindi sospesa la protesta ma non l’azione diplomatica, avviata già da qualche giorno, con una serie di incontri con i primi cittadini coinvolti nella vicenda.

Intorno alle 18 una folta delegazione, guidata da Valerio Romano della Cgil, Carmelo Marzano della Cisl e Fabio Porcaro della Fiadel, ha incontrato a palazzo S. Ippolito il sindaco di Gioia Tauro Renato Bellofiore.

Nonostante i duri botta e risposta sulla stampa dei giorni scorsi, i toni dell’incontro sono stati molto distesi e alla fine si è deciso di promuovere un altro tavolo in Prefettura, a cui far partecipare tutti i 33 sindaci dei comuni che hanno fondato Piana Ambiente, anche quelli che non hanno rinnovato i contratti.

Il vertice, nell’intenzione di chi lo promuove, servirà a favorire un ragionamento corale sulla questione e a trovare tutti gli strumenti utili per tutelare i lavoratori sia in caso di creazione di un soggetto unico e sia nel caso in cui ogni comune dovesse decidere di provvedere autonomamente alla raccolta differenziata.

«Se i costi del nuovo soggetto saranno pari o poco superiori a quelli da noi già preventivati per la differenziata (tra i 600 e i 700 mila euro) aderiremo, in caso contrario – ha detto il sindaco ai lavoratori in delegazione – prenderemo dal personale di Piana Ambiente la manodopera necessaria per effettuare il servizio. Se anche gli altri comuni prendessero questo impegno riusciremmo a impegare in brevissimo tempo tutti i lavoratori».

L’incontro è terminato con l’impegno di promuovere l’appuntamento con gli altri primi cittadini in tempi brevissimi.

Al momento gli unici tre comuni che hanno manifestato ufficialmente interesse alla creazione dell’associazione temporanea di scopo per la differenziata sono Rosarno, Sinopoli e San Procopio.

Lucio Rodinò

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