Si sono concluse lo scorso 15 settembre le riprese di “Messaggera di Grazie”, il nuovo
lungometraggio scritto e diretto da Emiliano Chillico, regista originario di Oppido
Mamertina. Il film, tratto dal libro “Fiori di Grazie” di Gaetano Morizzi e arricchito da
ricerche e consulenze storiche, porta sul grande schermo la storia vera di Pia Rosa
Vorluni, donna di profonda fede, fervente preghiera e autentica testimonianza di carità,
protagonista di un’intensa esperienza spirituale legata al culto della Madonna delle Grazie.
È proprio attorno a questa esperienza che si sviluppa la trama del film. Secondo la
testimonianza tramandata da Rosa Vorluni, la donna avrebbe avuto un incontro con Maria
Santissima delle Grazie, durante il quale la Madonna avrebbe manifestato il desiderio di
essere rappresentata “seduta” tra i suoi devoti.
Un’immagine dal forte significato simbolico e materno: Maria che sceglie di stare in mezzo
ai propri figli, vicina alle loro preghiere, alle sofferenze e alle speranze; una presenza
accogliente e consolatrice che raccoglie le suppliche e intercede presso Dio per le grazie
richieste.
“Messaggera di Grazie” non si limita però a raccontare la vicenda di Pia Rosa Vorluni. Il
film ripercorre anche la storia del culto della Madonna delle Grazie, dalle sue origini fino ai
giorni nostri, restituendo allo spettatore uno spaccato della devozione popolare e della
memoria religiosa di un territorio profondamente legato a questa tradizione.
Girato quasi interamente nel territorio del Comune di Oppido Mamertina, il film è stato
realizzato in appena 16 giorni di riprese, un risultato particolarmente significativo
considerati i tempi e le risorse a disposizione.
Accanto al direttore della fotografia D.O.P. Domenico Grasso e all’aiuto regista Christian
Caruso, hanno lavorato numerosi volontari, molti dei quali completamente estranei al
mondo del cinema. Un gruppo di persone che, mettendo a disposizione tempo, energie e
passione, ha contribuito alla realizzazione dell’opera con un budget ridotto ma con una
grande determinazione.
Non sono mancati, proprio per questo, i commenti di chi ha definito il progetto quasi come
“un miracolo”: un’impresa cinematografica nata dalla passione e dalla devozione, capace
di trasformare per alcuni giorni le strade e i luoghi di Oppido Mamertina e Tresilico in un
vero set cinematografico.
La protagonista è Luana Bellusci, attrice professionista parigina di origini calabresi,
chiamata a interpretare Pia Rosa Vorluni. Nel cast figura anche lo stesso regista Emiliano
Chillico, insieme a numerosi interpreti calabresi, tra cui Saverio Malara, Antonio Tallura,
Vanessa Millez, Marcello Arnone, Cinzia Costa, Christian Caruso, Chiara Pilello, Rino
Rodio, Silvia D’Urso e Giuseppe Ingoglia,Wladimiro Maisano, Rosemary Calderone, Max Barresi
oltre agli altri attori impegnati nei ruoli minori.
La vicenda narrata nel film affonda le proprie radici nell’Ottocento e nella figura di Pia
Rosa Vorluni, la mistica che, insieme al cognato Gaetano Morizzi, sarebbe stata testimone
di numerosi episodi ritenuti miracolosi avvenuti tra Tresilico e Oppido Mamertina.
La sceneggiatura nasce da un lungo lavoro di ricerca e documentazione, sviluppato anche
attraverso le consulenze dello storico Vincenzo Vorluni, di don Letterio Festa, don Mimmo
Caruso, del parroco don Benedetto Rustico e attraverso le opere e gli studi del professor
Liberti.
Il riferimento principale rimane tuttavia “Fiori di Grazie” di Gaetano Morizzi, testo dal quale
prende avvio il percorso narrativo del lungometraggio.
Il film è prodotto dall’associazione “Ora et Labora” e dalla “Azzurra Film Chillico
Production”, con l’obiettivo di raccontare una storia profondamente radicata nella memoria
religiosa e culturale del territorio calabrese.
Per Emiliano Chillico, “Messaggera di Grazie” rappresenta il coronamento di un progetto
coltivato per molti anni. L’idea, infatti, risale al 2013, quando il regista iniziò a immaginare
di portare sullo schermo la storia di Pia Rosa Vorluni.
«È un film nato da una mia idea già scritta nel 2013 – racconta Chillico –. Ricordo quando
ero chierichetto e il mio parroco di allora, don Loria, mi raccontava storie su questa santa
donna. Quelle storie sono rimaste nella mia testa per anni».
Un progetto che, nonostante diversi tentativi, aveva incontrato inizialmente numerose
difficoltà.
«Purtroppo in passato non ebbi riscontri positivi, nonostante i numerosi tentativi. Poi è
arrivato un momento propizio e, grazie alla mia totale disponibilità e alla mia tenacia,
siamo riusciti finalmente a girare il film, insieme a un gruppo di ragazzi volenterosi che ha
dato una grande forza alla riuscita del progetto».
Il regista guarda ora alla fase successiva della produzione: «Adesso il progetto è al
montaggio. Seguiranno la colonna sonora e tutte le rifiniture. Poi, una volta terminato,
vogliamo farlo conoscere al pubblico che da tempo attende di poterlo vedere».
Chillico non nasconde la soddisfazione, ma anche la fatica di un’avventura tanto
impegnativa: «È stata un’impresa coraggiosa che ha stimolato con grande entusiasmo tutti
noi e che ci ha permesso di ricreare un vero set cinematografico nel nostro Comune.
Tresilico, Oppido e la Calabria avevano bisogno di questo film, per far conoscere la storia
meravigliosa di questo culto e, allo stesso tempo, un territorio che può rinascere anche
attraverso chi riesce a raccontarlo con belle storie».
Infine, il ringraziamento a quanti hanno contribuito alla realizzazione dell’opera: «Ringrazio
tutti i miei collaboratori e tutti coloro che ci hanno dato una mano, facendoci sentire bene
anche durante le calde giornate di settembre. Sono dispiaciuto per le persone che non ci
sono più, ma che sarebbero state felici di sapere che finalmente ci siamo riusciti».
Terminata la fase delle riprese, “Messaggera di Grazie” entra ora nella delicata fase della
post-produzione, con il montaggio, la realizzazione della colonna sonora e le ultime
rifiniture prima della distribuzione.
Nei prossimi mesi sono previste una serie di proiezioni che permetteranno al pubblico di
conoscere una storia rimasta a lungo legata alla memoria e alla devozione locale.
“Messaggera di Grazie” si presenta così come una storia di fede, speranza, memoria e
appartenenza, ma anche come un omaggio a un territorio e alle persone che, attraverso la
propria passione, cercano di conservarne e tramandarne le storie.
E proprio durante le riprese si è creato un particolare rapporto tra il film e la comunità. In
più occasioni, vedere per le strade i personaggi di Rosa Vorluni e della Madonna delle
Grazie, interpretati dagli attori in costume, ha suscitato curiosità, emozione e stupore tra i
cittadini. Per alcuni è stato quasi come vedere riaffiorare dal passato una storia conosciuta
attraverso i racconti e la devozione.
Ora, dopo sedici intense giornate di lavoro, il set ha spento le sue luci. Ma la storia di Pia
Rosa Vorluni è pronta a riprendere il cammino, questa volta sul grande schermo, portando
con sé la memoria di Tresilico, di Oppido Mamertina e di una Calabria che attraverso il
cinema vuole raccontare la propria identità, le proprie tradizioni e le storie che ancora oggi
continuano a vivere nella memoria della sua gente.
