Lo hanno atteso sotto casa, hanno aspettato che parcheggiasse l’auto in garage ed una volta uscito per rientrare in casa, gli hanno sparato addosso almeno 20 proiettili.

È morto così Marcello Bruzzese, 51 anni, originario della provincia di Reggio Calabria ma residente da tre anni a Pesaro, nelle Marche. Marcello era fratello di Girolamo, considerato uomo dei clan e divenuto successivamente collaboratore di giustizia.
Il tragico episodio di sangue è avvenuto proprio nel giorno di Natale, intorno alle 18:30 al civico 28 della centralissima via Bovio dove Bruzzese viveva da ormai tre anni con la famiglia, la moglie e due figli.
Secondo una ricostruzione dei fatti avvenuta subito dopo l’agguato, sarebbero stati due i killer che, incappucciati, hanno aperto il fuoco contro Marcello Bruzzese, uccidendolo. I due sono poi fuggiti, facendo perdere le loro tracce.
I vicini di casa, udendo i colpi di pistola, hanno subito chiamato le forze dell’ordine.
La Procura ha immediatamente avviato la fase d’indagine, affidata ai magistrati Fabrizio Giovanni Narbone e Maria Letizia Fucci.
Gli inquirenti scavano nella vita dell’uomo, scampato ad un agguato a Rizziconi nel 1995; Bruzzese, in quell’occasione, rimase gravemente ferito allo stomaco e dovette subire un intervento chirurgico all’ospedale di Polistena. Nella stessa circostanza morirono il padre di Marcello, Domenico, considerato braccio destro di Teodoro Crea, ed il cognato dell’odierna vittima.