
Nel pomeriggio di ieri, diretti dal Capitano Barbagiovanni Minciullo, i militari della Guardia Costiera hanno sequestrato una lenza lunga circa tre chilometri, a cui erano legati circa 500 ami.
L’attrezzo chiamato in gergo ittico “palangaro” viene utilizzato per la pesca degli spadini.
Nella stessa operazione due persone sono state denunciate perchè avevano illegalmente a bordo una rete da posta.
«Il depauperamento delle risorse ittiche – si legge in una nota diffusa dalla Guardia Costiera – coinvolge tutte le specie che vengono catturate più velocemente di quanto riescano a riprodursi, impedendo ad ogni tipo di pesce la possibilità di crescere e svilupparsi. Questo fenomeno negli anni produce un impoverimento del nostro mare con ripercussioni negative per l’intero comparto della pesca».
«L’attività di vigilanza e controllo – continua la nota – sarà pertanto intensificata al fine di contrastare efficacemente il fenomeno di depauperamento delle risorse ittiche, causato da un’attività di pesca illegale. Le verifiche sono effettuate non solo in mare ma anche a terra e non si limiteranno solo ai pescatori ma anche agli esercizi commerciali e all’utenza, che acquistando specie ittiche di dimensioni inferiori a quelle consentite compie azioni penalmente rilevanti, incentivandone la cattura da parte dei pescatori di frodo».
Lucio Rodinò