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“Non sono un’ombra in camicia”: alla Villa Mazzini il talento dei giovani cineasti di Palmi

La Villa Mazzini di Palmi si trasforma ancora una volta in una sala cinematografica all’aperto: ad
essere proiettato sotto l’ombrello dei maestosi pini marini è un piccolo gioiello di alta intensità
emotiva, il cortometraggio dal titolo “Non sono un’ombra in camicia”, scritto e diretto dal giovane
regista palmese Fausto Alongi.
La trama, essenziale e diretta, conformemente alle regole che i corti devono seguire, è incentrata su un
frammento di vita del protagonista, interpretato dallo stesso Alongi, il quale, risvegliato dopo quattro
anni dalla voce e dal volto di una bellissima ragazza dai tratti mediterranei, cerca di riportare ordine fra
le tessere di un puzzle che ridanno forma a sensazioni e ricordi contesi fra passato e presente.
A fare da cornice, ma essa stessa coprotagonista, la struggente e dirompente bellezza della natura
palmese, che fa dono di sé nella sua veste migliore: l’acqua e le rocce di Rovaglioso, i tramonti su un
orizzonte infinito, il verde degli alberi di Sant’Elia. E mentre le immagini scorrono, le musiche,
composte dal giovane palmese Michele Miceli, enfatizzano gli snodi emotivi, coinvolgendo lo
spettatore in un abbraccio sensoriale che risucchia nella scena.
Fausto Alongi non è alla sua prima opera. Già autore di sette cortometraggi, ha ricevuto diversi
riconoscimenti con le sue precedenti produzioni: “Margot” e “1440” hanno conseguito premi all’Italia
Film Fedic Festival, uno dei festival cinematografici più antichi d’Italia, essendo stato fondato nel
1950; nel 2021 si è classificato al primo posto nella XV edizione del Premio Borsa di Studio Giuseppe
Logoteta con il corto dal titolo “Voce”, anno in cui è stato, altresì, presente anche al Festival del
Cinema di Venezia, nella sezione di cinema indipendente promossa dal Fedic, con “Vita vera”.
Attualmente è Presidente del Cineclub Fedic (Federazione Italiana dei Cineclub) di Palmi; la Fedic è
una delle più antiche e importanti associazioni nazionali di cultura cinematografica in Italia,
ufficialmente riconosciuta e sostenuta dal Ministero della Cultura, il cui scopo è diffondere la cultura
del cinema attraverso una rete di circoli (i “Cineclub”) sparsi su tutto il territorio nazionale.
Alongi ha come compagni di avventura e di recitazione alcuni dei suoi ex compagni di classe delle
scuole medie: Savina Gaudio, Gabriele Gagliostro, Alberto Perelli e Michele Miceli. “Abbiamo
cominciato insieme come youtuber nel 2014. Poi dal 2017 al 2022 abbiamo prodotto un corto all’anno,
fino a quest’ultima opera”, ha detto il giovane regista, rispondendo ad una domanda su come fosse
iniziata la loro attività.
Tutti i giovani protagonisti sono adesso studenti universitari, qualcuno di loro è anche già laureato:
Fausto è laureato in ingegneria gestionale, Savina segue gli studi di medicina, Gabriele studia per
diventare tecnico radiologo, Alberto è alla facoltà di giurisprudenza, Michele è laureato in fisica. I
ragazzi, intervistati sui personaggi interpretati nel corto, ne hanno fornito una personale
interpretazione, condividendola col pubblico; Michele, autore delle musiche, ha spiegato da dove trae
ispirazione per comporre la sua musica e come poi la adatta alle immagini in sequenza.
La manifestazione è stata introdotta e condotta da Sabrina Esposito, che ha seguito il percorso di
Fausto fin dai suoi inizi e che, in ragione dell’affetto verso tutti i ragazzi, è anche stata madrina della
serata.
L’evento ha ricevuto il patrocinio morale del Comune di Palmi, rappresentato dal Vicesindaco
Salvatore Celi, che nel suo saluto iniziale si è complimentato con i ragazzi, prospettando anche la
possibilità di istituire un Festival di cortometraggi per i giovani proprio a Palmi. Presenti in platea
anche l’Assessore allo Spettacolo, Francesco Trentinella, l’Assessore alla Cultura, Carmelo Ciappina e
alcuni componenti della Consulta giovanile palmese.
A commentare il corto sono stati invitati sul palco Giovanni Parrello, per l’Associazione Great Talent,
e Giuseppe Cricrì, per la Prometeus: entrambi, in ragione anche delle personali esperienze attoriali di
teatro e di cinema, si sono complimentati con i giovani interpreti, definiti capaci e generosi, a cui
hanno dispensato anche qualche piccolo suggerimento e alcune idee per il prosieguo della propria
attività.
“Non sono un’ombra in camicia” è un’opera intensa e profonda, che merita di essere diffusa e
conosciuta, soprattutto fra i più giovani, sia perché può stimolare discussioni e approfondimento sulle

molte tematiche che si snodano nella trama, sia perché l’impegno e la passione dei giovani protagonisti
possano costituire per “la meglio gioventù” palmese un esempio da imitare per il raggiungimento delle
proprie aspirazioni.

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