Quello che si sperava di evitare fino all’ultimo è invece accaduto. Con l’ordinanza n. 22 del 21 febbraio 2026, il Sindaco f.f. Solidea Schipilliti ha disposto la chiusura totale del Lungomare Ulivarella, un provvedimento resosi inevitabile dopo le pesanti mareggiate che, tra gennaio e febbraio, hanno devastato il litorale e compromesso gravemente il muro di contenimento costiero.
La decisione arriva dopo giorni di sopralluoghi tecnici e segnalazioni sempre più allarmanti. L’ordinanza parla chiaro: il tratto compreso tra il Lido Lampara e il costone roccioso dell’Ulivarella presenta crolli, cedimenti delle fondazioni, vuoti nel terreno retrostante, lesioni passanti e rischio di collasso imminente. Una situazione che, come si legge nel documento, configura un “grave e attuale pericolo per l’incolumità pubblica”.
Le mareggiate dell’11–13 febbraio, unite a quelle delle settimane precedenti, avevano già mostrato tutta la loro forza distruttiva. Il Lido Ulivarella è stato pesantemente danneggiato e il muro di protezione costiera ha ceduto in più punti. Era evidente che, senza interventi immediati, la situazione sarebbe precipitata.
La chiusura, dunque, non sorprende: era un esito che molti temevano. Ma ora il problema si sposta sul futuro.
Se non verranno avviati interventi urgenti di messa in sicurezza, la stagione estiva 2026 rischia di essere fortemente compromessa per l’intera area dell’Ulivarella. Stabilimenti, attività commerciali, operatori turistici e cittadini potrebbero subire conseguenze pesanti, con un impatto economico e d’immagine che la città non può permettersi.
Il tratto interessato è infatti uno dei più frequentati e iconici del litorale palmese. Una sua prolungata interdizione avrebbe effetti immediati sulla fruibilità della spiaggia e sulla capacità ricettiva della zona.
L’ordinanza non lascia margini di interpretazione:
- vietato l’accesso pedonale e veicolare all’area demaniale e alla carreggiata;
- vietata la balneazione e la navigazione nello specchio acqueo antistante per 10 metri dalla battigia.
Per i trasgressori sono previste sanzioni amministrative da 200 a 500 euro, oltre alle responsabilità penali previste dall’art. 650 del codice penale. Una misura necessaria per evitare che la curiosità o l’imprudenza espongano qualcuno a rischi reali.
L’ordinanza è stata trasmessa a Prefettura, Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine, Capitaneria di Porto e Città Metropolitana. Il provvedimento resterà in vigore fino al cessare dello stato di necessità e potrà essere modificato o integrato in base all’evoluzione della situazione.
Ora la priorità è una sola: intervenire rapidamente. Perché la sicurezza viene prima di tutto, ma la città non può permettersi di arrivare all’estate con uno dei suoi tratti più preziosi ancora chiuso e ferito.
