Riceviamo e pubblichiamo:
De Masi si batte da oltre dieci anni contro la pratica criminosa attraverso cui il sistema bancario, per perseguire il massimo profitto, viola impunemente il bene e l’interesse pubblico, dimostrando al costo di prezzi altissimi – ma inequivocabilmente – le responsabilità penali delle banche nella morte e il fallimento di moltissime aziende.
Con la sua lettera, dunque, l’imprenditore gioiese ci impone finalmente di decidere da che parte stare: coraggiosamente al suo fianco nella titanica battaglia che sta combattendo contro un sistema marcio, o vigliaccamente tra nel fila di chi, pur sapendo, sceglie da sempre di tacere nella speranza di non trovarsi mai nella stessa situazione. In questo contesto, le istituzioni – per prime la Provincia di Reggio Calabria e la Regione Calabria – hanno il dovere di dimostrare chiaramente e una volta per tutte la propria posizione, accogliendo l’opportunità storica di costituirsi parte civile nel procedimento che sta per essere avviato contro i dirigenti di una banca primaria.
Il livello di disoccupazione è ai massimi storici e la difficoltà di fare impresa – in un Paese come l’Italia, retto dalla costellazione di micro e medie imprese, ma soprattutto nel nostro territorio pianigiano, già vessato da centinaia di pesanti criticità – sta raggiungendo il punto di non ritorno, oltre il quale sarà difficile persino augurare un qualche tipo di futuro ai nostri figli. Scuotere l’opinione pubblica, oltre che il Governo e le istituzioni centrali, con un gesto forte come quello sollecitato da De Masi può e deve cambiare la tendenza.
La Provincia si faccia apripista di questo nuovo corso e, consequenzialmente a quanto promesso durante il consiglio provinciale dell’11 luglio 2013, si costituisca parte civile nell’imminente processo, eleggendosi così ad esempio per gli altri enti e istituzioni. È giunto il momento di costringere i tanti Don Abbondio annidati nella nostra società a venire allo scoperto, perché se c’è una cosa di cui i cittadini hanno bisogno per recuperare la fiducia, in una congiuntura socioeconomica critica come quella attuale, è della certezza di poter contare ancora sul supporto delle istituzioni nella lotta contro le ingiustizie.
Reggio Calabria, 20/03/2014