
Gli autobus occupano adesso solo parte della carreggiata, in modo da garantire il passaggio quantomeno alternato della auto. Ma non si tratta di una resa, tutt’altro. La protesta continua, seppur in maniera pacifica.
E sono sempre le stesse le richieste avanzate: la trasformazione dei contratti part-time in full-time, la riorganizzazione dei servizi e la sostituzione dei mezzi obsoleti.
Supportati dal segretario regionale Faisa Cisal Pasquale Mungari, gli scioperanti continuano dunque nella speranza di un qualsiasi risultato, di un solo cenno che li allontani dall’indifferenza che al momento pare li avvolga.
Eva Saltalamacchia