
Se il Sul è infatti da anni in netta contrapposizione con Mct, l’azienda monopolista all’interno del porto, più aperto e disponibile al dialogo era stato fino a oggi invece l’atteggiamento delle sigle confederali.
Il clima nelle ultime settimane è però decisamente cambiato e a confermare questo mutamento di rotta è stato qualche giorno fa il segretario della Cgil, Nino Costantino, che durante un esecutivo della sua organizzazione, ha definito «Mct responsabile per i licenziamenti dei 13 lavoratori delle ditte esterne» e ha paventato la possibilità di un imponente sciopero.
Si sono susseguite proteste e incontri che però non hanno portato alla soluzione della questione.
I sindacati contestano l’atteggiamento della Medcenter che, a loro parere, avrebbe svolto un ruolo di mediazione nel mese di agosto per evitare lo sciopero al porto, ma che non sarebbe intervenuta concretamente per risolvere il problema.
Nell’ottica di questa possibile unità sindacale, pare che si stia lavorando per organizzare un incontro a cui dovrebbero partecipare i rappresentanti di tutte le sigle in cui si possa tracciare una strategia unitaria per portare avanti la vertenza.
Tutti contestano l’utilizzo della legge Fornero perchè temono che possa diventare un pericoloso precedente, non credono che la situazione economica delle aziende sia tale da giustificare i licenziamenti e ritengono che tutta la vertenza sia finalizzata a far diminuire ulterioremente i diritti dei lavoratori.
Nelle prossime settimane si capirà se questi elementi e la prospettiva di dare maggiore forza alla lotta, saranno sufficienti a far superare le divisioni e le polemiche molto aspre che hanno caratterizzato fino a oggi i rapporti sindacali all’interno del Porto di Gioia Tauro.
Lucio Rodinò