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L’allarme di Insieme per Gioia: il canile potrebbe inquinare l’acqua di Gillè

I pozzi di Gillè a Gioia Tauro

I pozzi di Gillè a Gioia Tauro

L’apertura di un canile nei presi dei pozzi di Gillè, l’assenza di uno specifico archivio di tutti i documenti relativi all’inceneritore al comune di Gioia Tauro, il mancato utilizzo delle royalties dell’inceneritore per la realizzazione di opere pubbliche e l’allarmante situazione della discarica Marrella. Sono questi i temi relativi all’ambiente su cui ieri pomeriggio il presidente di Insieme per Gioia Donato Dalbis ha deciso di soffermarsi in un comunicato stampa diffuso per plaudire alla firma del protocollo d’intesa fra il comune di Gioia Tauro e l’osservatorio ambientale per il diritto alla vita.

“E’ un atto importante – afferma Dalbis riferendosi al protocollo – che sancisce la sensibilità della città per la salute e l’ambiente”.

Nella nota Dalbis elenca le azioni messe in campo dal presidente del consiglio comunale Santo Bagalà nel primo anno di attività amministrativa. “Bagalà – dichiara ancora Dalbis – si sta battendo affinché si potenzi e venga salvaguardata la risorsa idrica di proprietà del comune (pozzi Gillè), essendo Gioia Tauro un territorio ricco di acque di falde sfruttabile ad uso potabile si è pronti a proporre un piano per rendere la città quasi autosufficiente con notevole risparmio per le casse comunali. Salvaguardia – prosegue – significa non permettere l’inquinamento dei pozzi di Gillè con insediamenti di qualsiasi tipo e tanto meno un canile, il quale potrebbe provocare un danno per la salute dell’acqua”.

Il presidente di insieme per Gioia passa poi alla questione dell’inceneritore: “Il 24 marzo 2016 verificando che nella sede comunale e negli uffici preposti manca un archivio di un insediamento così importante e di impatto per la salute pubblica, il presidente ha chiesto tutti gli atti in possesso del comune per ricostruire lo storico,salvo omissioni il comune non possiede alcun atto. Il presidente ha chiesto all’Arpacal i dati relativi alle emissioni nella riunione regionale del 16 ottobre 2015, siamo ancora in attesa dei dati visibili nel display. La stessa azienda che gestisce il termovalorizzatore con proroghe che non permettono investimenti ha dichiarato in un incontro con i Vertici di IXG che le condizioni che pone la Regione mettono in difficoltà l’azienda. Dal 2010 al 2014 – prosegue Dalbis – il comune risulta creditore di circa quattro milioni di euro dalla Regione per la presenza del termovalorizzatore. Come sono stati utilizzati questi fondi? Il presidente ha ricevuto mandato dal suo movimento di fare chiarezza, di proporre che quelli correnti e quelli futuri vengano utilizzati per realizzare di opere utili (piscina,scuole,rifacimento fogne, rete idrica,strade teatro, opere d’arte) nella città”.

L’ultima questione è la discare di contrada Marrella e Dalbis afferma: “Il presidente Bagalà dopo una segnalazione in consiglio comunale del 31 luglio 2015 della problematica Marrella si è subito adoperato per conoscere ed affrontare la questione e dare impulso all’opera di bonifica”.

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