GIOIA TAURO – Una marcia silenziosa per sostenere i calciatori della juniores colpiti dal Daspo è stata organizzata per domani pomeriggio dai dirigenti della Nuova Gioiese. Ad annunciarlo con un comunicato stampa è il presidente Rosario Schiavone.
“Cercheremo di fare piena luce sui fatti – ha scritto il presidente della formazione viola – nella nostra squadra sicuramente qualcuno ha alzato le mani, ed è più che giusto che venga punito, ma nella cittanovese più di uno ha riportato il falso ed allo stesso modo ne dovrà rispondere. Domani in occasione dell’impegno di semifinale di coppa Calabria, che vedrà la Gioiese impegnata sul proprio terreno di gioco contro il Borgia, la società organizzerà una marcia silenziosa di protesta per sostenere i nostri ragazzi colpiti ingiustamente dalla giustizia sommaria dei daspo”.
L’appuntamento è fissato alle ore 14:30 al quadrivio Sbaglia ( stazione di servizio Esso ) il corteo pacifico accompagnerà la juniores in commissariato per adempiere agli obblighi di firma.
I 19 divieti di partecipare a manifestazioni sportive sono stati emessi (leggi l’articolo) nei giorni scorsi dal questore Grassi, dopo la rissa scoppiata lo scorso due febbraio, durante la partita del campionato Juniores tra nuova Gioiese e Cittanovese.
Dopo l’episodio Schiavone aveva pubblicamente condannato la rissa e aveva annunciato provvedimenti nei confronti dei giocatori della giovanile coinvolti. I dirigenti della Cittanovese nei giorni successivi hanno nuovamente sottolineato la gravità di quanto accaduto e a quel punto il presidente della gioiese ha ritenuto opportuno manifestare pubblicamente il suo punto di vista: “Apprendiamo – ha scritto nella nota – con profonda delusione che nonostante la nostre scuse, per nulla scontate, ne dovute, i dirigenti della Cittanovese calcio hanno tentato di trasformare una scazzottata tra ragazzini, deprecabile ma ahi noi anche consueta per i nostri terreni di gioco, in una vera e propria aggressione con tanto di denuncia in questura e relativo interessamento dei competenti tribunali, denuncia che ha sortito l’effetto di un daspo ai danni dell’intera squadra. Ma se da un lato – ha proseguito Schiavone – non ci fa certamente onore, esserci resi protagonisti di una scazzottata in campo, ci stupisce ed al contempo ci disgusta, dall’altro, l’atteggiamento incomprensibile e anche un po’ vigliacco, di chi, pur essendo parte di questo mondo bello e problematico del calcio, strumentalizza un episodio, ripeto molto grave ma tutt’altro che eccezionale, criminalizzando oltre modo dei ragazzini insieme ad una intera città.
“Forse abbiamo sbagliato, – si legge ancora nella nota del presidente – prima di chiedere scusa avremmo dovuto puntualizzare alcuni aspetti della vicenda tutt’altro che secondari: primo, stavamo vincendo per due a zero e non avevamo nessun interesse a far sospendere la partita; secondo, ‘una selvaggia aggressione’ di 18 giocatori più ‘numerosi’ tifosi non può provocare ‘solo’ una contusione ad un labbro guaribile in due giorni; terzo, anche se a giocare sono dei ragazzi l’arbitro non può essere di parte, in questo caso di Cittanova, che chiama i giocatori della squadra della propria città per nome, e agli avversari mostra solo i cartellini, rossi, per tre volte; quarto, se per il giudice sportivo la squalifica più lunga riguarda un solo giocatore ed è inflitta per 4 mesi ‘appena’, come si fa a dare un daspo di due anni ad una squadra intera?”
“Naturalmente – ha concluso Rosario Schiavone – abbiamo affidato ad un nostro legale di fiducia queste considerazioni, sperando a questo punto di poter ottenere giustizia, fermo restando la delusione e lo sdegno nei confronti della società calcistica del Cittanova che in maniera spropositata e incomprensibile ha voluto amplificare i termini della vicenda, facendo letteralmente ‘schedare’ come criminali dei ragazzini per una scazzottata sul terreno di gioco, frutto di una vera e propria provocazione attuata ad arte per riprendere in mano una partita oramai persa”.
