GIOIA TAURO – La polizia di Gioia Tauro ha arrestato ieri pomeriggio Giovanni Iannì, 27enne di Gioia Tauro, con l’accusa di detenzione di pistola e danneggiamento.

Il ragazzo, con piccoli precedenti di Polizia, sarebbe secondo, gli agenti diretti dal vicequestore aggiunto Angelo Morabito, l’autore dell’intimidazione all’allora assessore comunale di Gioia Tauro, Giuseppe Dato.
Nel marzo del 2014 tre colpi di pistola vennero esplosi contro l’abitazione di Dato.
Le indagini sono partite nel giugno dello stesso anno, quando la Polizia ha arrestato Alberto Cedro, suocero di Iannì, perchè aveva in macchina una pistola semi automatica 7,65.
Gli esami sull’arma, effettuati in quell’occasione dalla Polizia Scientifica hanno confermato che era stata proprio quella pistola a sparare i colpi contro la casa di Dato.
Gli investigatori hanno quindi approfondito la pista con una serrata indagine, fatta di intercettazioni e ricostruzioni, e hanno individuato in Giovanni Iannì l’autore dell’intimidazione.
Sul movente che ha spinto Iannì a sparare gli inquirenti non si sono sbilanciati ma hanno escluso in maniera categorica che l’azione criminale fosse legata alla carica politica ricoperta da Dato.
Iannì è stato rinchiuso all’interno del carcere di Palmi.