
La sede è già stata accreditata al ministero e potrà essere utilizzata nei prossimi mesi per promuovere ed effettuare progetti di servizio civile nazionale.
Il comune ha assegnato due stanze all’associazione al secondo piano del palazzo comunale, vicino all’ufficio protocollo.
All’interno della struttura sarà possibile istruire pratiche burocratiche per i non vedenti e promuovere corsi specifici sia di informatica che di braille, il sistema di scrittura e lettura a rilievo per non vedenti ed ipovedenti.
«Sono emozionato e strafelice – ha affermato Aldo Nicoletta – Quello di oggi è un evento storico e sono orgoglioso e fiero di aver contribuito a riaprire questa rappresentanza. Il nostro sogno si è realizzato grazie alla grande sensibilità dimostrata dal sindaco Bellofiore».
Paviglianiti nel suo intervento ha ripercorso la storia della unione italiana dei ciechi che «esiste da 94 anni, è accreditata al ministero e rappresenta tutti i non vedenti di Italia anche quelli non iscritti».
«A Gioia Tauro – ha continuato Paviglianiti – grazie all’opera degli amministratori abbiamo trovato terreno fertile e abbiamo aperto questa importante sede».
L’apertura della rappresentanza gioiese per il sindaco Bellofiore «è un piccolo traguardo raggiunto, l’esempio più bello del giusto rapporto che si deve instaurare tra l’amministrazione pubblica e le associazioni».
«Non potevamo non tenere conto delle richieste arrivate dall’unione italiana di ciechi – ha aggiunto il sindaco – e appena terminata la ristrutturazione del palazzo comunale abbiamo destinato alcuni locali per la sede di rappresentanza. Questa sede porterà benefici all’intera città perchè vi opereranno persone professionalmente qualificate».
Sono intervenuti inoltre i rappresentanti dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti Fortunato Pirrotta e Paolo Marcianò. Alla conferenza stampa erano presenti il vicesindaco Rizzo, gli assessori Iannì, Longobucco e Leonardi e la consigliera comunale Patrizia Cofone.
Lucio Rodinò