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Il vescovo all’ospedale di Gioia per la messa di Natale

GIOIA TAURO – «Vi chiedo in questi giorni del prossimo Natale, di pensare a tutti coloro che nelle vostre condizioni, o anche peggio, non hanno un ospedale, un medico o qualcuno che li possa curare. La nostra zona è interessata in questo periodo in modo tragico da emergenze e da una situazione gravissima, preghiamo perchè chi di noi ha la grazia, la possibilità e le competenze, possa ricordarsi degli altri. Sarà così un Natale adulto che ci dice che chi è salvato, perchè visitato dal Signore, sa come fare anche nei confronti degli altri. Ed è con questo che vi auguro un buon Natale».

Con queste parole e col pensiero rivolto ai migranti della Piana che vivono giorni di grande difficoltà, il vescovo della diocesi di Oppido – Palmi, Francesco Milito, ha concluso la sua omelia (ascolta l’audio integrale), durante la Messa che ha celebrato nell’atrio dell’ospedale di Gioia Tauro questa mattina.

Ad ascoltarlo c’erano i malati ricoverati nella struttura, il personale medico e paramedico, il direttore generale dell’Asp, Rosanna Squillacioti, l’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Gioia Tauro, Monica Della Vedova, il delegato alla Sanità, Vincenzo Frangella e il direttore sanitario dell’ospedale, Francesca Cosentino.

Il vescovo, che dall’inizio del suo mandato ha visitato in diverse occasioni gli ospedali e i pazienti ricoverati nelle strutture del territorio, ha parlato della sofferenza dei malati e ha poi rivolto le sue preghiere a chi quotidianamente opera nel campo sanitario: «Preghiamo per chi opera qui, – ha affermato – per i sanitari, alla cui scienza e pazienza sono affidate le vite di tante persone; la loro lettura sia chiara, il loro intervento efficace, abbiano – ha proseguito – la capacità di dire quello che devono dire, con tanta carità, siano sicuri in ciò che affermano, loro son “il buon samaritano”».

Prima dell’inizio della celebrazione ha preso la parola il cappellano dell’ospedale, don Cesare Di Leo. Il sacerdote ha ringraziato il vescovo per la sua presenza definendola una “benedizione speciale”, e ha elogiato il personale sanitario «che è altamente qualificato, nonostante la carenza di mezzi e fondi che affligge l’ospedale».
Lucio Rodinò

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