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“Il Tempo di un Verso”: a Rizziconi la poesia torna a essere casa dell’anima

La poesia è un’arte che trascende i confini del tempo e dello spazio, un linguaggio universale capace di
esprimere emozioni e pensieri in modi che altre forme di comunicazione spesso non riescono a catturare.
Fin dai tempi antichi, essa ha ricoperto un ruolo fondamentale nella cultura umana, fungendo da specchio
delle esperienze, delle aspirazioni e delle lotte delle persone.
Una delle caratteristiche più affascinanti della poesia è la sua abilità di condensare sentimenti complessi in
poche parole. Attraverso immagini evocative e metafore potenti, i poeti riescono a trasmettere emozioni
profonde, permettendo ai lettori di connettersi con le proprie esperienze personali. La poesia offre uno
spazio sicuro per esplorare la debolezza, la gioia, la tristezza e la speranza, rendendo visibile ciò che spesso
rimane nascosto nel silenzio.
La poesia è luce che rischiara le tenebre, un’autenticità assoluta, un desiderio ardente di trasmettere
sentimenti ed emozioni. Essa ha un potere evocativo che riporta al cuore il passato, con i suoi profumi, i
suoi sorrisi e le sue magie. Nella poesia, l’anima si esprime attraverso i versi, creando un legame profondo
tra il poeta e il lettore.
Inoltre, la poesia ha il potere di dare voce a chi non ha voce. In un mondo piagato dal freddo del dolore e
dall’esasperazione della tecnologia, dove l’umanità sembra “sprofondare”, la poesia può riaccendere le
emozioni, il calore, la dolcezza e il battito del cuore, facendo riscoprire un Nuovo Umanesimo.
Recentemente, a Rizziconi, nella suggestiva cornice del “Paese Vecchio”, la poesia è stata la protagonista
indiscussa dell’evento “Il Tempo di un verso”, un reading poetico curato dalla talentuosa poetessa Vincenza
Teti, in sinergia con l’Associazione Piazza Dalì, presieduta da Gianmarco Pulimeni, e il Comune di Rizziconi,
guidato dal sindaco Alessandro Giovinazzo.
Il numeroso pubblico è stato emozionato dalle performance di : Vincenza Teti, Alessia Nucifora, Caterina
Ventre, Enzo Mavrici, Gianmarco Pulimeni, Maria T. Caruso con Ginevra e Matilde Rotolo, Nino Burzì,
Denise Mazzaferro, Raffaella Mazza, Femina Versace, Caterina Sorbara e Vincenzo Furfaro.
L’evento è stato magistralmente presentato e moderato da Lidia Coppola dell’Associazione Piazza Dalì, che
ha aperto la serata con un intervento di Vincenza Teti, la quale ha sottolineato l’importanza della poesia
come cura per l’anima.
La Teti ha poi parlato della “restanza”: la scelta consapevole e coraggiosa di rimanere o tornare nella
propria terra d’origine, specialmente nei piccoli centri o nelle aree interne in difficoltà, trasformando il
radicamento in un’azione attiva di rinnovamento. Il termine “restanza” è stato introdotto nel 2010
dall’antropologo Vito Teti per dare voce a un sentimento profondo verso i luoghi natii. La Teti ha concluso il
suo intervento con una toccante affermazione: “Ringrazio Rizziconi per quello che oggi sono diventata”.
Lo scrittore Vincenzo Furfaro ha rimarcato l’importanza della poesia, definendola “il suo primo amore”,
affermando: “Questo evento ha dimostrato che prima di tutto bisogna essere. Non è facile raccontarsi e
non si scrive solo nei momenti di dolore, ma anche quando si è felici. Noi siamo poesia, che è speranza e
amore”.
L’assessore alla Cultura, Giuseppe Scarfò, ha sottolineato che il mondo oggi più che mai ha bisogno di
poesia, esprimendo gratitudine a tutti gli artisti presenti. A chiudere l’evento è stato il sindaco Alessandro
Giovinazzo, che ha deliziato il pubblico declamando una sua poesia.
La poesia, in tutte le sue forme, continua ad essere un faro di luce e un rifugio per l’anima, un invito ad
esplorare la bellezza e la complessità dell’esistenza umana.

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