Riceviamo e pubblichiamo:
Un’altra occasione sprecata per la portualità italiana. Ad una riforma, attesa e richiesta ormai da oltre vent’anni dagli addetti ai lavori, si poteva e si doveva chiedere di più mantenendo chiaramente tutte le garanzie a tutela dei lavoratori e del lavoro.
Infatti, la modifica proposta prevede che “In ciascun porto l’impresa autorizzata deve esercitare direttamente l’attività per cui ha ottenuto l’autorizzazione utilizzando l’organizzazione e l’organigramma presentati in modo esclusivo in relazione alle operazioni svolte in quel porto”.
Con quali modalità le imprese, le compagnie portuali, dunque, potranno operare nei porti? Nella bozza non è specificato. Ma non è solo questa l’anomalia riscontrata. Nella vecchia stesura della legge era prevista l’impossibilità per un terminalista di ottenere due concessioni per la stessa attività nel medesimo porto.
La bozza elimina questo vincolo e apre alla reale possibilità, al contrario, di creare un monopolio dell’operatore più forte invece di liberalizzare il mercato come forse era l’intento iniziale del legislatore.
Come Organizzazione Sindacale e come addetti ai lavori siamo preoccupati per questa ennesima “disattenzione” nei confronti del sistema portuale che sicuramente non depone bene per il futuro e siamo pronti a scendere in campo per rispedire al mittente il cosiddetto “distruggi porti”.
Auspichiamo, dunque, che il ministro dei trasporti Maurizio Lupi, che ha la competenza e la giurisdizione sul settore intervenga rapidamente per risolvere le problematiche su esposte.
Il Segretario Regionale SUL Calabria
Carmelo Cozza
