
Al centro del discorso ancora una volta i miasmi provenienti dalla struttura, o meglio la risoluzione del problema.
I lavori sulla prima linea sono già stati effettuati, ed entro il mese di giugno verranno completati anche quelli della seconda linea. Il tutto seguendo i suggerimenti forniti da Menotti Mainrdi, il professore veronese venuto l’anno scorso nella città del porto, per aiutare a risolvere la problematica, sulla scia dei buoni esiti rilevati nella sua zona.
Soddisfatti il sindaco Renato Bellofiore e il vicesindaco Jacopo Rizzo che tengono particolarmente a tranquillizzare i residenti del quartiere Fiume, che da tempo “subiscono in prima persona il problema dei cattivi odori”.
Nella sostanza i lavori consistono nell’installare degli aspiratori che tirano l’aria dai locali per portarla allo scrubber.
Ci sono circa 80 punti all’interno del depuratore che raggiungono lo scrubber attraverso delle condotte sotterranee.
“Il nostro è un impianto dotato di un sistema remoto voluto dall’Arpacal, – ha spiegato – per effettuare controlli casuali. A questi si aggiungono i nostri controlli, che avvengono quotidianamente. Tengo a precisare che l’emissione di cattivi odori non significano una cattiva gestione del sistema. – ha aggiunto – Usiamo le migliori tecnologie esistenti e con serenità siamo sempre pronti al dialogo. Ma la professionalità con cui lavoriamo ci permette di stare tranquilli. Vorremmo che lo fossero anche i cittadini”.
La convenzione firmata tra comune e Iam ha portato ad una spesa di 300mila euro per i lavori già eseguiti, e altrettanti ne verranno spesi nelle prossime settimane. Il tutto a carico della Iam che nel frattempo ha firmato un’altra convenzione con il dipartimento di scienze biologiche e ambientali dell’Università di Messina, per il quale era presente ieri Nancy Spanò.
“Siamo stati contattati dalla Iam per effettuare controlli periodici sulle acque marine e i sedimenti sottostanti. – ha spiegato la professoressa – Dalle prime analisi effettuate posso affermare con serenità che è tutto nella norma, quindi al di sotto dei limiti di rilevabilità di componenti pericolose.
Anzi, faccio i miei complimenti per la buona situazione dell’impianto di depurazione. Dal punto di vista chimico, – ha aggiunto – non c’è assolutamente nulla. Mentre dal punto di vista microbiologico ci sono delle piccolissime contaminazioni, ma sempre al di sotto dei limiti. Diciamo che di per sé, è un ambiente che si autodepura, considerate le correnti provenienti dallo stretto di Messina”.
Eva Saltalamacchia
