
All’incontro era stata invitata anche Rosanna Squillacioti. Il direttore Generale dell’Asp 5 ha però inviato un documento in cui comunicava di non poter essere presente e si dichiarava comunque disponibile a incontrare i sindaci.
Sulla stessa lunghezza d’onda Orlando Fazzolari, sindaco di Varapodio: «In questa fase – ha detto – è stato deciso che i due presidi ospedalieri della Piana sono quelli di Gioia e Polistena. E’ necessario quindi che vengano valorizzati perchè devono dare risposte a più di 180 mila persone. Su questo saremo intransigenti».
Soddisfatto dell’incontro anche il sindaco di Gioia Tauro; Bellofiore ha parlato anche della chiusura del reparto di nefrologia che «ha creato problemi a centinaia di malati e che – a suo parere – potrebbe essere riaperto senza aggravi di costi».
Anche Sandro Cannatà, che rappresenta i primi cittadini della Piana all’interno del comitato dei sindaci dell’Asp 5, si è chiesto perchè si proceda solo ai tagli e «invece le guardie mediche restano chiuse nonostante la pronuncia del Tar».
Oliveri ha inoltre rivendicato i tanti risultati ottenuti silenziosamente da città degli ulivi e ha specificato che i comuni hanno formalizzato l’adesione all’associazione con una delibera di consiglio comunale e che i sindaci non possono farsi da parte o autosospendersi a loro piacimento, lanciando un chiaro riferimento ai primi cittadini scontenti che da tempo disertano tutti gli incontri.
La riunione si è prolungata oltre il previsto e per questo i primi cittadini non hanno partecipato alla manifestazione – assemblea, che si è svolta in contemporanea davanti all’ospedale di Gioia Tauro. Dopo gli interventi dell’assessore Della Vedova, dell’ex assessore Nardi, del consigliere provinciale Giuseppe Longo, e di Nino Calogero della Cgil, hanno preso la parola tanti cittadini che hanno raccontato le loro esperienze e hanno spinto tutti i presenti a continuare la lotta in favore di una sanità di qualità e contro la chiusura improvvisa dei reparti.
Lucio Rodinò