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I dubbi di Sibilla sulla riapertura della Mediateca

La presidente dell'associazione Sibilla, Michela Tripodi

La notizia diffusa sulla pagina social denominata “Viviamo Cinquefrondi” in merito alla riapertura della Mediateca Comunale – attraverso il ripristino del servizio biblioteca ed altre attività, prevista per il prossimo giorno 13 gennaio – grazie all’appoggio dell’Amministrazione comunale ha raccolto, oltre gli entusiasmi, anche i malumori manifestati dalla presidente dell’associazione socio-culturale “Sibilla”, Michela Tripodi che, con una  nota, pur definendo lodevole l’iniziativa, ha posto interrogativi circa il mancato rinnovo, alla sua associazione, della concessione gratuita dei locali comunali destinati a “Casa delle Associazioni” nell’area ex mercato coperto dopo l’utilizzo temporaneo a centro vaccinale. Le due cose sembrerebbero scollegate se non fosse che la stessa presidente Tripodi ha reso noto l’acquisizione di una donazione, effettuata nel 2019 all’associazione da lei rappresentata, «da una famiglia di origini cinquefrondesi, di una grandissima libreria fornita» destinata all’uso dell’intera collettività a cui sarebbe dovuta seguire una inaugurazione ufficiale, finora mai avvenuta, proprio per la mancanza di sede. La presidente di Sibilla – lamentando un sostanziale disinteresse alle istanze prodotte dalla sua associazione all’indirizzo dell’Amministrazione per il riottenimento di locali comunali idonei all’espletamento delle funzioni sociali – ha, quindi, recriminato per una presunta disparità di trattamento rispetto al progetto di prossima attuazione nei locali dell’ex pretura. Spiega infatti Tripodi: «Poteva venire il dubbio che il nostro programma non fosse abbastanza meritevole di attenzione o non utile alla collettività ma posto che il rilancio della Mediateca sembra calcare il nostro programma (senza dispendio economico) e quindi un ottimo programma, ci chiediamo come mai non ci è stato rinnovato il contratto di locazione o, comunque, come mai non siamo stati neanche minimamente considerati». Ed ancora, «di fatto, così facendo, ci è stato impedito di riprendere completamente la nostra attività nonché di presentare la libreria» contestando, in aggiunta, la circostanza che «il programma per la “ripartenza” della Mediateca comunale appare molto simile ad un altro progetto da me formulato nel lontanissimo 2010. Ora, tutto quello che alla collettività può essere utile noi non abbiamo problemi a condividerlo, solo non ci spieghiamo tutto questo mistero» ha, causticamente, concluso.


	
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