
ROSARNO – «A me interessava far trasparire le emozioni provate da quelle persone, capire la loro situazione e i loro pensieri». Con queste parole è stata inaugurata, da Giuseppe Vizzari, vincitore del Premio National Geografic 2011 – categorie “Persone”, la mostra fotografica dal titolo “Rosarno… bisogna andare”, che resterà aperta al pubblico dal 5 al 24 febbraio 2012.
L’evento è stato allestito presso la Mediateca comunale “F. Foberti” di Rosarno, col patrocinio del Comune medmeo, della FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche), del Cine Foto Club “Vanni Andreoni” di Reggio Calabria e di Città del Sole Edizioni.
A seguire vi è stata la presentazione del Fotolibro che racchiude tutti gli scatti esposti e che prende il nome dalla mostra. Insieme alla moderatrice Carmen Lacquaniti, seduti al tavolo dei relatori, vi erano il sindaco Elisabetta Tripodi, l’autore Giuseppe Vizzari, la dott.ssa Daniela Sidari e l’editore Franco Arcidiaco.
«Arrivando quasi per caso in località “Spartimento” – ha subito spiegato il fotoamatore – nel momento in cui i ragazzi africani venivano fatti salire sugli autobus per essere allontanati dai “luoghi vergogna” del 2010, ho cercato di capire cosa stesse succedendo, utilizzando il “fermo immagine” ed approfittandone per ultimare (in un’ora e un quarto) i miei scatti».
I soli residui di violenza a trasparire nel reportage di Vizzari sono gli scatti di un uomo fasciato e quelli di due macchine bruciate. «La cosa più importante sono le emozioni – ha concluso l’autore – bisognerebbe imparare a guardarsi negli occhi, per capire cosa prova davvero l’altro».
A fare gli onori di casa ci ha pensato il primo cittadino di Rosarno che, oltre ad elencare alcuni degli interventi portati a termine dalla sua amministrazione in materia di accoglienza negli ultimi 13 mesi, ha elogiato l’operato delle varie associazioni socio-culturali presenti in città che, grazie al loro impegno (senza fini di lucro), coinvolgono quotidianamente moltissimi giovani, insegnando loro il valore dell’accoglienza.
Anche l’editore Franco Arcidiaco ha elogiato il lavoro svolto da tutti gli attori sociali presenti sulla scena rosarnese: «questa cittadina non deve essere tacciata di razzismo» – sono state le prime parole dell’uomo – «se si vogliono risolvere molte delle difficoltà che attanagliano il territorio, e che stritolano l’anello più debole della catena (i ragazzi africani), bisogna risolvere il problema della crisi agrumicola». L’editore ha inoltre sottolineato il fatto che «nonostante in Calabria risulti esserci il più basso indice di lettura d’Europa, Rosarno possa contare sulle giuste sinergie capaci di coinvolgere i più giovani in un nuovo processo di rinascita culturale».
Secondo Daniela Sidari, docente della federazione fotografica. «visto che la fotografia è linguaggio, il reportage, da attività creativa è divenuto un documento capace di fissare l’immagine nel momento oggettivo in cui sono accaduti i fatti». Una sorta di tacita fiducia tra fotografo e fotografato.
Alla manifestazione hanno partecipato anche i ragazzi di “Rete-Radici” che, con il loro Dossier, si sono posti l’obiettivo di fare il punto sulla questione emergenziale che attanaglia il circondario della Piana. A chiudere i lavori, con una ricetta semplice ed immediata, ci ha pensato il prof. Enrico Costa, urbanista della Mediterranea di Reggio Calabria: «dal problema Rosarno se ne può uscire solamente mettendo al centro una parola che ha perso il proprio significato nel corso degli anni: l’umanità».
Francesco Comandè