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Gioia: Raco attacca l’amministrazione Pedà

comune di Gioia Tauro

Il comune di Gioia Tauro

Gessica Raco
Gessica Raco
Riceviamo e pubblichiamo:
È passato quasi un mese dal consiglio comunale del 17 Ottobre , nel quale con forza e determinazione ho portato davanti agli occhi della città, la delusione e la rabbia di scelte politiche sbagliate ed inefficienti, operate da chi ricopre ruoli intesi come “amministratori comunali” di una comunità che sfiora le 20.000 anime.

Mi sono soffermata principalmente sulle deleghe di un assessore, di cui in 7 avevamo chiesto la sostituzione perchè fallimentare in ogni sua azione politica e deleterio per il proseguo della vita amministrativa di una compagine formata da 96 candidati, che a giugno 2015 ha avuto il mandato popolare di risollevare le sorti di Gioia Tauro, vincendo contro un autorevole competitor, candidato tra le fila del Partito Democratico che vent’anni fa si era adoperato tanto, lavorando fruttuosamente per una rinascita sociale e culturale.

Sette consiglieri eletti dal popolo “cacciati” dalla maggioranza con gli appellativi più forti e ingiuriosi che tutti hanno potuto leggere nei quotidiani, e mai smentiti da chi ne ha la paternità, in un consiglio comunale dove il primo cittadino al posto di dare risposte concrete, si è proposto come miglior lettore di “alice nel paese delle meraviglie”.

Oggi non è tempo di far politica, anche se in questi venti giorni c’è stato un “valzer” di apparizioni tra bar e porticati, a voler dimostrare una forza politica ormai inesistente. I movimenti cittadini hanno preso il posto di partiti nazionali e quotidianamente qualcuno si sveglia a dare nuove ricette per una cucina ormai povera di gusto e di sostanza, aspettando primavera per fare i conti con l’oste.

Unica nota positiva di questo periodo è l’inizio dei lavori di pulizia del fiume budello, avviati grazie all’impegno costante da parte della concittadina Pina Condò, esponente provinciale del Partito Democratico, spesso ritratta al fianco del nostro primo cittadino dai social alle inaugurazioni di rosticcerie.

Nei giorni scorsi inoltre c’è stata una riunione di “maggioranza” al comune dove pare che qualche collega abbia fatto notare che la matematica non è un’opinione. Anche da quella riunione saranno nati nuovi slanci e nuovi slogan da amplificare per le vie della povera e sporca Gioia Tauro.

Ma quello che ancora oggi manca, pur avendo una nuova stagione teatrale fulcro del rilancio culturale della città, sono i libri ai nostri piccoli concittadini, costretti a utilizzare fotocopie scaricate da Whatsapp. I genitori per poter garantire ai propri figli qualcosa su cui studiare comprano le risme di carta, mentre chi amministra trova più interesse nella “principessa Sissi” che nei testi scolastici. Ormai non può essere un questione burocratica, a distanza di due mesi dall’inizio dell’anno scolastico, questa è inefficienza.

I nostri bambini sono stanchi di aspettare e sentirsi inferiori rispetto ai coetanei di centri più piccoli. Queste sono le concretezze che mancano, queste le mancanze urlate con forza dai cittadini. Io da gioiese prima e da consigliere comunale dopo, non posso essere nemica dell’amministrazione, perché ancora oggi manca un’amministrazione. I cittadini che si lamentano di questi disservizi non possono essere considerati “scorretti, scorretto è da considerarsi chi in ogni occasione pubblica coglie l’attimo per impiantare un comizio fantasioso, figlio di una visione fantastica della realtà che ci circonda. Povera mia Gioia Tauro per quanto tempo ancora dovremo aspettare.

Gessica Raco
consigliera comunale di Gioia Tauro (Gruppo misto)

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