
A far deflagrare la situazione è stato il neo capogruppo del Partito democratico Gianni Laurendi, che oltre a battibeccare (come spesso accade) con i consiglieri di minoranza, ha inferto alcuni violenti fendenti nei confronti di Carmelo Riotto e del presidente del consiglio comunale Domenico Cento.
Al termine della seduta tutti i membri della maggioranza hanno analizzato quanto accaduto in una riunione a porte chiuse.
Oggi è stato anche il giorno degli ingressi in aula di Kathryn Tripodi (entrata al posto di Benedetto), che si è unita a Daniela Richichi nel gruppo del Pdl e dell’ex assessore Savastano (entrato al posto di Riotto) che ha confermato la sua appartenenza a Cittadinanza democratica ma ha fissato i paletti che guideranno il suo comportamento in aula. «Sarò propositivo – ha dichiarato – e seguirò la linea del mio gruppo ma solo quando coinciderà con l’interesse esclusivo della comunità. Conosco perfettamente i bisogni della città – ha aggiunto – e in questi tre anni e mezzo ho capito cosa un’amministrazione comunale puo’ fare e cosa non puo’ fare per soddisfare i bisogni dei cittadini. Qualche volta – ha concluso – questa amministrazione si blocca inspiegabilmente».
Il sindaco Bellofiore ha definito l’avvicendamento tra Riotto e Savastano «un’azione politica volta al rafforzamento della maggioranza» e nel suo intervento ha elencato tutti gli interventi attuati dall’ex assessore.
Di segno opposto l’interpretazione di Guerrisi e Zagarella. Per il vicepresidente «il sindaco ha cambiato gli assessori senza fornire motivazioni solo per salvare la poltrona» mentre per l’esponente di Città vivibile «l’azione amministrativa è rivolta solo agli interessi personali e non a quelli della città». «Sei un sindaco ricattato – ha detto ancora Zagarella rivolgendosi a Bellofiore – dovresti andare in giro per la città per parlare con la gente e capire quali sono i veri problemi».
Tra i banchi dell’opposizione erano anche oggi numerose le assenze. Non hanno infatti risposto all’appello del segretario comunale i consiglieri Ritrovato, Fascì, Dalbis, Ranieri e Stanganelli.
Lucio Rodinò