Alla vigilia del consiglio comunale di Gioia Tauro, in cui sarà discussa e messa ai voti la mozione di sfiducia, si moltiplicano le ipotesi in giro per la città sulla votazione in aula che potrebbe mettere fine all’esperienza amministrativa di Giuseppe Pedà.
Se infatti domani pomeriggio i 9 consiglieri che hanno sottoscritto la mozione saranno tutti presenti alla seduta e confermeranno il documento di 14 pagine che hanno protocollato il 25 novembre, il sindaco decadrebbe, e nei giorni successivi arriverebbe un commissario per traghettare la città fino al voto nella primavera del 2017.
Tutte le voci che circolano sono state smentite dai protagonisti: dai rimpasti di giunta con assessorati che verrebbero assegnati a esponenti dell’opposizione fino a quelle che vorrebbero assenze strategiche in aula per neutralizzare la mozione.
Uno dei nomi che più si faceva ieri in città per quest’ultima ipotesi era quello di Rosario Schiavone ma, contattato telefonicamente, il consigliere ed ex vicesindaco ha smentito questa ipotesi e ha ribadito che domani voterà la sfiducia a Pedà.
Un altro passaggio importante per capire l’evoluzione della situazione sarà il comizio del sindaco che si terrà questa sera in piazza dell’Incontro.
Il primo cittadino lo ha lanciato su facebook come un saluto alla città, e dovrebbe essere una occasione per elencare i risultati ottenuti nei 18 mesi della sua gestione. Ovviamente i toni che utilizzerà dal palco e il trattamento che riserverà all’opposizione e agli ex alleati, costituiranno un importante elemento di valutazione sul clima tra le parti, alla vigilia del consiglio comunale e sulla voglia di Giuseppe Pedà di ricandidarsi in primavera nel caso in cui l’assemblea cittadina dovesse approvare la mozione di sfiducia nei suoi confronti.
