Sarà distribuito domani dopo le varie messe il messaggio alla Città (leggi), in vista delle elezioni ammnistrative, redatto dal vescovo Milito, dai sacerdoti e dai consigli pastorali di Gioia Tauro.
Il senso dell’iniziativa è stato spiegato questa mattina in una conferenza stampa a cui hanno partecipato il vescovo e i 4 parroci della città.
L’idea del documento è arrivata un paio di mesi fa durante la visita pastorale e da quel momento in poi i sacerdoti della città ed i consigli pastorali hanno iniziato a incontrarsi e a meditare per invitare i gioiesi a modificare il proprio senso di sfiducia e ad avere un sussulto di ripresa della dignità personale.
La lettera è divisa in tre settori: La Gioia che siamo; la Gioia che non siamo e non abbiamo e la Gioia che vorremmo – Speranze di un comune cittadino e identikit dei futuri amministratori.
Don Pasquale Cristiani che guida la parrocchia di San Francesco ha sottolineato la necessità di far partire un cammino che possa dare risposte alle istanze culturali e pastorali.
Don Antonio Scordo, della parrocchia di S. Ippolito Martire ha parlato di un documento che ha l’intento di dare speranza. “E’ necessario una ventata di impegno rivolto al bene – ha detto – e potremo gioire”.
Don Gianni Gentile della Parrocchia di Maria SS di Portosalvo si è soffermato sul fatto che è la prima volta che le parrocchie unite aprono le porte e le finestre alla città. E ha dichiarato: “A Gioia serve un rivoluzione culturale cristiana per evitare che a fare scuola sia ancora la ndrangheta”.
Don Giovanni Battista Tillieci ha spiegato che è compito dei gioiesi cercare il bene comune e ha invitato i cittadini ad amare di più la propria città e di evitare di “piangersi addosso”.
“Non possiamo continuare a farci male da soli – ha detto il vescovo Milito – i gioiesi non possono andare incontro a un altro scioglimento. E’ necessario quindi riflettere per il bene di Gioia Tauro”.
Il vescovo ha spiegato che la Chiesa è completamente imparziale e che il documento è una spinta alla riflessione e all’impegno dei singoli cittadini che devono fare fino in fondo il loro dovere. “Pare che il dissessto sia dovuto anche al mancato pagamento dei tributi – ha detto come esempio – anche pagare i tributi rientra tra i doveri di un cittadino e di un buon cristiano”.
Il messaggio verrà anche stampato in un manifesto. Il 7 aprile verrà ancora discusso dai consigli pastorali delle 4 parrocchie mentre il 14 aprile sarà al centro di un incontro con le associazioni gioiesi.
