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Gioia: dove andranno gli abitanti del campo di via Asmara?

le baracche di via Amara

le baracche di via Amara

Sognano di avere una casa, ma da ieri hanno paura di perdere anche la baracca in cui sono cresciuti. E’ questo lo stato d’animo delle 15 famiglie che vivono nel ghetto di via Asmara e di Via Libia a Gioia Tauro. L’avvio dei lavori di riqualificazione del quartiere e la costruzione di nuovi alloggi popolari porterà nel giro di poche settimane alla demolizione delle baracche. A lanciare l’allarme sulla questione è stato questa mattina Giacomo Marino dell’associazione “Un mondo di mondi”.

Marino si occupa da anni delle condizioni di vita della comunità Rom nella Provincia di Reggio e conosce molto bene le vicende legate ai due ghetti gioiesi di via Asmara e della Ciambra. «Il sindaco ha annunciato l’arrivo del finanziamenti per i lavori di via Asmara – ha dichiarato – ma nulla o quasi ha detto, sulla sistemazione abitativa delle famiglie che vivono emarginate nelle baracche, in attesa di essere ‘liberate da questa condizione».

Nel 2011 durante l’amministrazione Bellofiore è stata approvata una delibera di consiglio comunale per combattere la creazione di nuovi ghetti e per favorire l’inserimento di queste famiglie attraverso la dislocazione di pochi nuclei familiari per quartiere. Passare dalle parole ai fatti sembra però più difficile del previsto. Nessun cittadino ha partecipato al bando con cui il comune cercava immobili da affittare e anche il censimento degli alloggi di edilizia popolare da riassegnare procede a rilento. “Negli incontri che questa associazione ha tenuto con l’Amministrazione Pedà – ha detto ancora Marino – si è continuato a proporre la strada dell’equa dislocazione attraverso la realizzazione delle verifiche sugli alloggi di edilizia residenziale popolare. Inizialmente questa proposta è stata accolta dal sindaco, tanto che il dirigente ha provveduto a completare le verifiche sugli alloggi. Nel mese di gennaio 2016 sono stati pure emessi tre decreti di decadenza che avrebbero permesso al Comune di riprendere questi alloggi. Ma – ha aggiunto – nonostante i decreti di decadenza, secondo la normativa vigente, siano degli atti immediatamente esecutivi, il Comune non ha provveduto a riprendersi i tre alloggi, ha interrotto i rapporti con questa associazione e non ha più proseguito nell’azione di equa dislocazione”.

In via Asmara Marino ha incontrato l’assessore Francesco Toscano, la dirigente dell’ufficio tecnico Angela Nicoletta, i consiglieri Schiavone e Bellofiore e l’ex vicesindaco Rizzo che in passato si era occupato della vicenda. Toscano ha visitato le baracche e ha assicurato che si occuperà della vicenda. Marino, Bellofiore e Rizzo hanno contestato il progetto “Ciambra” che prevede la riqualificazione del villaggio in cui vivono in condizioni molto critiche circa 60 famiglie. «Quel progetto – secondo Marino – va nella direzione opposta a quella indicata e favorisce la formazione dei ghetti». Al termine dell’incontro si è deciso di dare vita un tavolo pubblico di concertazione con le famiglie, i consiglieri comunali e le associazioni per concordare in maniera trasparente un programma di equa dislocazione.

I topi, l’amianto, le infiltrazioni d’acqua e gli enormi disagi con cui sono costrette a vivere molte famiglie e tanti bambini dovrebbero spingere tutti gli attori coinvolti a trovare soluzioni definitive e immediate.

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