
“Si cerchino soluzioni, – si legge – da quasi tre mesi non percepiscono lo stipendio e da oltre un anno vivono una situazione angosciosa legata alla difficoltà dell’azienda di incassare le proprie quote per il servizio svolto nei comuni.
La volontà dei lavoratori di riunirsi in maniera autonoma in una assemblea permanente, – prosegue la nota -rappresenta il culmine di una vicenda a cui il Commissariato per l’emergenza rifiuti, i comuni e l’azienda, non sono riusciti a dare la
giusta direzione e la giusta organizzazione causando solamente un ulteriore danno economico ai lavoratori di Piana Ambiente, ai fornitori della stessa società con ricaduta anche sui dipendenti ed ai cittadini tutti che oggi, subiscono la mancanza di un servizio. Lo stato d’allerta che da mesi abbiamo lanciato, con diversi scioperi, sit-in in Prefettura ed incontri istituzionali anche presso la Provincia, fino ad oggi non hanno prodotto nessun risultato. Una situazione “GRAVE” che rischia di peggiorare ancora di più”.
Un sostegno forte insomma quello del sindacato verso i 105 lavoratori che non sanno più come affrontare la situazione, ma ancor più grave secondo il sindacalista è “l’immobilismo dei Sindaci del territorio, di fronte ad una vicenda così complicata”
“Ci preoccupa il fatto che ad oggi nessuno abbia sentito la necessità di andare a trovare i lavoratori per capire come poter trovare insieme a loro una via d’uscita. La situazione personale oggi di ognuno di loro e alla soglia della fame, oggi gli stessi lavoratori e le loro famiglie stanno vivendo sulla propria pelle il rischio di pignoramenti per i mutui contratti nel tempo e a cui non riescono più a rispondere, e nei casi più disperati anche il taglio della luce o del telefono della propria abitazione. Siamo molto preoccupati da tutto quello che potrà succedere nei prossimi giorni e siamo preoccupati per il futuro dei lavoratori, che non possono permettersi il lusso nel nostro territorio di perdere il posto di lavoro, proprio perché la nostra terra è gia avara di lavoro e con una situazione lavorativa che nel territorio peggiora sempre di più”.
Ma la preoccupazione riguarda anche la possibilità per i lavoratori di perdere del tutto il proprio posto nel caso di un’azienda subentrante.
“Sappiamo che chi subentra in questi generi di appalti, – si legge – cerca sempre di non prendersi i lavoratori che vi ci lavorano e che sono legati all’appalto stesso e che nel momento in cui devono passare dall’azienda uscente a quella subentrante, gli viene negato il diritto, oppure vengono utilizzati a nero nella totale indifferenza dei sindaci affidatari. Ed è proprio per questo che chiediamo ai comuni che oggi hanno il servizio in scadenza con Piana Ambiente di aggiungere e di far prevedere nella nuova gara d’appalto per l’affidamento del servizio, il costo del personale già esistente con relativo elenco dei lavoratori che prestano servizio nell’appalto stesso. È infatti necessario oggi cercare di garantire nel caso di rinnovo di appalto, il passaggio dei lavoratori secondo quanto prevede l’articolo 2012 del codice civile e secondo l’articolo 6 del Ccnl Federambiente e come Cgil saremo presenti per vigilare che tutto si svolga secondo le regole ed i criteri di legge”.
Romano conclude poi il proprio pensiero non soltanto fornendo una possibile soluzione al problema che è quello più volte rimarcato della raccolta differenziata spinta, ma nuovamente ribadisce l’indifferenza dei sindaci verso una problematica così seria.
“Stiamo vivendo oggi il fallimento di una gestione commissariale che ha raggiunto il suo apice, una gestione che dura da oltre 15 anni e che non è riuscita a risolvere il “problema rifiuti” in Calabria e che ha avuto l’unica vera conseguenza, lo
sperpero di denaro pubblico a discapito dei cittadini. Lo diciamo e lo sosteniamo da tempo, che l’unico modello ecosostenibile è quello di una differenziata spinta che porti ad una raccolta mirata di tipo porta a porta, riuscendo così ad avere effetti consistenti e con delle ricadute positive per il territorio in termini economici, in termini ambientali ed ecosostenibili ed in termini occupazionali. Ci dispiace capire, che a quel piano di risanamento e di prospettiva che il Presidente Mallamaci aveva dato, segnando gli scenari presenti e futuri della società, oggi i sindaci del territorio non sentano la necessità di dare risposte serie. Ci auguriamo – conclude la nota – che il buon senso degli amministratori locali prevalga sull’indifferenza e che a partire da subito cerchino le soluzioni al problema e se necessario scendano in piazza al
fianco dei lavoratori”.
Eva Saltalamacchia