GIOIA TAURO – Il vento e il freddo non hanno fermato le centinaia di persone che hanno deciso di stringersi oggi pomeriggio intorno alle famiglie di Marzio Canerossi, Fortunato Calderazzo, Francesco Carrozza e Giuseppe Speranza durante il funerale celebrato da don Giovanni Gentile nella chiesa Maria Ss. di Portosalvo a Gioia Tauro.
I posti in chiesa sono finiti molto prima dell’inizio della funzione e in tantissimi hanno deciso di partecipare al funerale ascoltando la Messa dagli altoparlanti allestiti sulla piazza.
Donne, uomini, bambini, anziani, rappresentanti delle associazioni, delle società sportive e del mondo del volontariato, l’intera città di Gioia Tauro si è fermata per più di tre ore e con grande commozione e dolore ha salutato per l’ultima volta i quattro giovani ragazzi, morti nell’incidente stradale di martedì mattina all’alba.
Durante l’omelia don Giovanni Gentile ha parlato della speranza della resurrezione e rivolgendosi ai genitori ha detto: “I fiori di casa che avete coltivato con impegno e sacrificio se ne vanno ma saranno piantati nel giardino celeste”.
Anche il parroco ha descritto l’atmosfera che Gioia Tauro ha vissuto dopo la notizia della tragedia: “Queste morti – ha detto – sono entrate nelle case delle famiglie di Gioia Tauro, in tantissimi hanno dedicato un pensiero a Marzio, a Fortunato a Francesco e a Giuseppe”. E rivolgendosi ai ragazzi presenti ha concluso: “E’ giusto che vi divertiate, ma non lasciatevi rubare la vita da fattori esterni. Siate attenti, prudenti e sapienti per tutelare e proteggere il più possibile la vostra vita”.
La cerimonia è stata concelebrata da don Francesco Laruffa, don Vittorio Castagna, don Giovanni Battista Tillieci, don Pasquale Galatà e don Antonio Scordo.
Erano presenti il presidente della Giunta regionale Mario Oliverio, il presidente della Provincia Giuseppe Raffa, i consiglieri regionali Sebi Romeo e Francesco D’Agostino, i consiglieri provinciali gioiesi, la giunta comunale, il presidente del consiglio Santo Bagalà. il sindaco Giuseppe Pedà e il primo cittadino di Villa San Giovanni, Antonio Messina.
Le quattro bare sono uscite dalla chiesa, portate a spalla dai portatori della Madonna e sono state accompagnate in corteo lungo via Francesco Tripodi. La commozione si è trasformata in uno straziante pianto collettivo quando quattro applausi scroscianti hanno salutato l’ultimo tratto di strada terrena percorso da Marzio, Fortunato, Francesco e Giuseppe.

