
GIOIA TAURO – Il sindaco Bellofiore ha annunciato di voler querelare Salvo Tosto, presidente del comitato di quartiere Fiume “per il contenuto altamente diffamatorio delle sue affermazioni che ledono ingiustamente e gratuitamente la persona del Sindaco di Gioia Tauro”.
Il primo cittadino gioiese ha deciso di rispondere immediatamente al forte attacco subito dal comitato di quartiere fiume.
«Il Sindaco e l’Amministrazione Comunale, che da sempre hanno portato avanti tutte le battaglie rivolte a garantire la maggiore tutela al diritto alla salute dei cittadini e che sono in prima linea con chi soffre a causa di malattie oncologiche, – scrive Bellofiore in una nota – prendono atto con desolazione del carattere gravemente diffamatorio delle dichiarazioni rilasciate dal sig. Salvatore Tosto, presidente del Comitato Fiume, che accusano il primo cittadino di non aver adottato provvedimenti di chiusura del depuratore e dell’inceneritore. Questa Amministrazione ha sempre e soltanto creduto nella possibilità di avviare una rinascita ambientale della Città: l’avvio della differenziata in tutto il territorio cittadino ne è la prova ed ha significato liberare la Città dai rifiuti, dai miasmi, dalle discariche a cielo aperto».
«Leggere le dichiarazioni del signor Tosto – prosegue il sindaco di Gioia tauro – ci fa comprendere solo come sia vergognoso fare propaganda elettorale sulla pelle della gente ammalata di tumore! Chi lo fa inventandosi responsabilità, cause del propagarsi di malattie, disservizi nel funzionamento degli impianti commette, oltrechè un reato (procurato allarme e diffamazione), anche uno scempio della dignità di chi soffre, di chi vive il dramma di una malattia. E su questo, per rispetto verso i sofferenti di patologie oncologiche non aggiungiamo altro».
Bellofiore prosegue: «Ricordiamo al sig. Tosto che esistono degli organismi che – per espressa disposizione di legge – sono chiamati ad accertare e certificare il funzionamento degli impianti di depurazione e termodistruzione: L’Arpacal, la Regione Calabria – Settore Politiche dell’Ambiente, la Provincia settore ambiente, la stessa società che gestisce l’inceneritore, oltre che le forze dell’ordine. Nel caso in cui uno di questi organismi comunichi al Sindaco situazioni di rischio – anche solo potenziale – per la salute collettiva il primo cittadino è tenuto ad intervenire con i poteri che la legge gli affida: ciò è quello che il Sindaco ha fatto nel mese di aprile dello scorso anno con riferimento alla discarica della località Marrella. Non abbiamo aspettato le esortazioni di nessuno per fare le denunce alle autorità competenti, a tutela della salute di tutti, ed anche dei nostri figli che respirano la stessa aria e vivono lo stesso ambiente».
«Il Sindaco di Gioia Tauro, – si legge ancora nella nota – da sempre ed ancora oggi contrario all’esistenza nel nostro territorio dell’impianto di termidistruzione, non ha gli strumenti legali e le certificazioni che gli consentano di adottare provvedimenti contro un impianto (voluto da altre amministrazioni) e che serve 34 comuni, non solo Gioia Tauro. Quando il sig. Tosto dichiara che ‘mancano le garanzie per il corretto funzionamento dell’impianto’ dice cose che non sa dimostrare: quando accusa il Sindaco di non intervenire non dice su cosa e perché e come lo stesso dovrebbe intervenire. L’unico risultato che ottiene – afferma ancora Bellofiore – è quello di diffamare il Sindaco, l’Arpacal, La Regione Calabria (proprietaria degli impianti), la Provincia di Reggio Calabria e la società gestore dell’impianto, attribuendo loro delle colpe e peggio ancora dei reati».
La battaglia a tutela della salute – conclude Renato Bellofiore – è la battaglia del Sindaco e di tutta l’Amministrazione Comunale. E’ la battaglia di chi vive a Gioia Tauro, di chi condivide con i propri cittadini tutto, anche i rischi legati alla presenza di questi impianti mai voluti da noi nel nostro territorio. E’ la battaglia di chi affronta il problema tutti giorni restando qui, e bevendo la stessa acqua, respirando la stessa aria, mangiando le verdure coltivate nei nostri campi. Sulla salute dei cittadini non ammettiamo campagne elettorali e pubblicità politiche».
Lucio Rodinò
