
E lo fa a distanza di un anno e mezzo dall’ultima battaglia che l’ex consigliere aveva intrapreso di fronte ad una situazione igienico sanitaria non a norma, e ad una serie di carenze che adesso si sono riproposte.
“Non basta una sbiancata per risolvere il problema. – ha detto l’ex consigliere – La questione é infatti ancora aperta. E a darne dimostrazione é il disagio palpabile soltanto entrando all’ufficio postale”.
Bagalà si era infatti rivolto alla direttrice della filiale di Reggio Calabria Carolina Picciocchi, palesando il proprio scontento, attraverso una serie di lettere. La direttrice era poi intervenuta promettendo di provvedere ad un restyling della struttura stessa, anche grazie all’aiuto del sindaco di Gioia Tauro Renato Bellofiore. Ma a quanto pare le promesse non sono state mantenute e i disagi persistono.
“Innanzitutto manca un segnafila. – ha detto Bagalà – e già questo basta a creare caos fra gli utenti che per di più sono costretti a rimanere in piedi tutto il tempo visto che mancano i posti a sedere. Per la maggior parte tra l’altro si tratta di persone anziane.
Inoltre, – ha aggiunto – su tre sportelli presenti soltanto due sono operativi. E in questi giorni di ulteriore lavoro dovuto agli aggiornamenti anagrafici, non soltanto dovrebbe restare aperto il terzo sportello, ma assolutamente se ne dovrebbe aggiungerne un quarto.
Non si può andare avanti con continue sollecitazioni. – ha concluso Bagalá – Ma se é metterci la faccia ciò che serve per ottenere quello che chiediamo da quasi due anni allora lo faremo. Soprattutto per un ufficio efficiente come quello del quartiere Marina di Gioia Tauro che come separé ha un armadio in mezzo alla stanza”.
Ciò che Bagalà chiede con insistenza insomma é che chi di dovere faccia qualcosa per risolvere un problema che avrebbe già dovuto essere risolto diversi mesi fa, e che invece continua a creare disagio soprattutto alle persone del quartiere.
Eva Saltalamacchia