La legge sul caporalato è stato il tema al centro dell’incontro tenutosi ieri in pieno centro a Gioia Tauro organizzato in due tappe dalla Cgil, e intitolato “Dalla terra il lavoro”.
Protagonista la segretaria nazionale Susanna Camusso che da Polistena si è spostata nel pomeriggio nella città del porto per discutere di legalità, dignità e integrazione.
L’intervento della Camusso è stato preceduto da quelli di Celeste Logiacco, segretaria Flai Cgil Piana di Gioia Tauro,;Gaye Khadim, bracciante agricolo e migrante che ha riportato la sua testimonianza, sottolineando la mancanza di diritti per il lavoratore, Bruno Costa, segretario generale Flai Cgil Calabria, e Ivana Galli, segretaria generale Flai Cgil.
Ma è stato durante il discorso di Nino Costantino, segretario generale Cgil Piana di Gioia Tauro, che si sono sentiti i primi fischi di protesta da parte di una piccola delegazione di portuali pronti al licenziamento.
“Non ha senso questa manifestazione. – ci ha detto ad esempio Giuseppe Camiciotto – Solo la settimana scorsa la Cgil ha firmato il licenziamento di 380 lavoratori portuali, lavoratori che stanno piangendo. E qui che si fa? Si festeggia con la musica. È vergognoso”.
“Siamo stati venduti come carne da macello”, ha detto invece Nuccio Calderazzo.
E ancora Nino Marzano: “Si parla di legalità, ma senza lavoro come si fa?”.
Le proteste sono state comunque controllate dalle forze di polizia presenti in maniera importante alla manifestazione dove però non si è registrata una grande partecipazione.
L’incontro si è concluso con il concerto dei Modena City Ramblers in Piazza dell’incontro.
