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Edilizia popolare a Gioia: Approvati i nuovi criteri di assegnazione per i nomadi

GIOIA TAURO – Il consiglio comunale che si è tenuto la settimana scorsa ha approvato una delibera che fissa i criteri per l’assegnazione di alloggi di edilizia pubblica, alle famiglie nomadi del territorio comunale.

La finalità del provvedimento è quella di favorire il più possibile i processi di integrazione socio-culturale. Per questo le famiglie saranno dislocate su tutto il territorio e non ci saranno più di due nuclei  per quartiere e nel caso di un palazzo di nuove costruzioni, la percentuale di famiglie nomadi non potrà essere superiore al 20% degli alloggi disponibili.

«Questo modello abitativo – ha detto il vicesindaco di Gioia Tauro Jacopo Rizzo – è stato applicato con successo in tutto il mondo. E’ risultato vincente anche a Reggio Calabria. Stiamo procedendo a una ricognizione degli alloggi già assegnati, per verificare che siano destinati a chi ne ha bisogno e non utilizzati come seconda o terza casa, solo per qualche settimana da persone che non abitano più a Gioia Tauro».

Giacomo Marino

Alla stesura dei criteri ha collaborato anche l’Opera Nomadi, l’associazione che tutela i diritti dei rom e favorisce gli interventi volti a sanare tutte le situazioni di svantaggio.

«Tutte le esperienze dimostrano  che quando non si creano ghetti – ha detto Giacomo Marino presidente dell’Opera Nomadi – l’integrazione diventa molto più semplice. Le famiglie rom che vivono in normali condomini hanno un maggior tasso di scolarizzazione e maggior facilità a trovare un lavoro. Anche le resistenze dei vicini di casa spariscono dopo il primo contatto».

A Gioia Tauro le famiglie rom sono poco meno di un centinaio. La maggior parte vivono negli alloggi di via Ciambra in una condizione di isolamento culturale, di forte disagio e degrado sociale e ambientale. Undici nuclei familiari vivono in via Asmara e per loro è necessario trovare al più presto una nuova abitazione dopo l’avvio dei lavori di riqualificazione dell’area.

Lucio Rodinò

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