
Ruggiero, che ha confessato l’omicidio della figlia, costituendosi ai carabinieri di Gioia Tauro qualche ora dopo averla uccisa, era stato condannato all’ergastolo in primo grado, dai giudici del collegio dui Palmi.
La Corte d’Appello reggina ha rigettato il ricorso della Procura, confermando solo l’ergastolo, e accogliendo l’istanza degli avvocati Manuela Strangi e Francesco Laratta non ha riconosciuto l’aggravante della crudeltà, facendo cadere l’accusa di violenza sessuale ed ha confermato solo la premeditazione del delitto.
Ruggiero sconterà la pena ai domiciliari o in una clinica, perché il regime carcerario non è compatibile con le sue condizioni di salute
